venerdì, agosto 19, 2016

Da Como a Ventimiglia: la situazione migranti/si vada verso la fine del conflitto di aleppo siria







il vero
sugli scogli di ventimiglia il vero
sulla fame di occhi migranti
il vero sul blocco di foto imperiesi
sulla strada il vero è la pace tra LA gente
il vero le menzognie sui studenti
il vero la pace della vita
il vero il fiume della guerra ad aleppo
il vero il silenzio sulle origini umane
il vero sulla guerra senza fine
il vero sui da scordare
il vero sulle risse camalle
il vero sulle verità accese


il vero ... il vero... sui silenzi della mia mente.. su mangeria... sulle lezioni di arabo... ai balzi rossi.... il silenzio.. il silenzio... sui occhi umani di chi vuole migrare... il silenzio sul valore del arci camalli.. sulle feste ... di san bartolomeo....  il silenzio sui occhi di giorni e sere di mangeria a ventimiglia.... 

il vero dei migranti spostati.. come pacchi da una zona d'italia ... al altra... 



Imperia notizie " chiappet e satir

Per amor di chiarezza.
1) Hijab : Velo islamico prescritto nel Corano .
2 ) Niqab : I Il niqāb è un indumento presente nella tradizione arabapreislamica che copre l'intero corpo della donna, legato alla corrente Wahabita e Salafita ed indossato anche dalle ebree ortodosse.
3) Burqa : conseguenza di tradizioni locali afgane indipendenti dalle prescrizioni religiose islamiche.




forza forza il vero


basta guerre 


Da Como a Ventimiglia: la situazione migranti


Nelle ultime settimane centinaia di migranti sono stati trasferiti (contro la loro volontà) da Ventimiglia e Como verso gli hotspot del sud Italia. Questo trasferimento di massa viene motivato dalla necessità di alleggerire la pressione sulla frontiera, dopo le tensioni delle ultime settimane. 


COMO, VIA LA TENDOPOLI DALLA STAZIONE  
Via la tendopoli dei profughi davanti alla stazione di Como: il prefetto Bruno Corda ieri in una conferenza stampa con il sindaco Mario Lucini ha annunciato che è stata trovata un’area dove sistemare cinquanta «moduli abitativi». Una struttura che, una volta sistemata, a settembre potrà ospitare in una prima fase 300 dei circa 500 migranti ora presenti. La scelta è caduta su un’area comunale di 2.500 metri quadrati vicino al cimitero, a circa un chilometro dalla stazione. Occorreranno ancora alcune settimane per renderla disponibile. La zona sarà munita di un presidio sanitario e di un servizio di informazione legale per assistere i migranti per le pratiche che li riguardano. La gestione dell’area sarà affidata alla Croce Rossa attraverso una convenzione con il Ministero dell’Interno. Il prefetto ci ha comunque tenuto a precisare che si tratta di una struttura temporanea.  




" migrare è dura è lunga... ed a aleppo la situazione peggiora... l'onu chiede SOLO 48 ORE DI TREGUA..

ma ventimiglia .. e come como... ? bhe forse e ora e noiosamente lo scrivo su questo blog... e lo faccio girare... ovunque.. e ora di pensare di risolvere il conflitto la.. senza usare armi.. senza più finanziare isis.. o assad.. chi muore e la povera gente.. e non serve spostare i migranti da ventimiglia.. in altre città... serve capire cosa vogliono loro a como e a ventimiglia.... 


continua.... forza a coloro ... che aiutano le persone a migrare... non teneteli in italia.. e sopratutto.. si vada verso la fine del conflitto di aleppo siria



basta guerra 


basta ora bon con le guerre... per favore





e ora di fermare questa guerra... e di aiutare i migranti.... e ora e ora....


da ventimiglia a como la soluzione non è spostarli... ma è capirli...

ad aleppo la situazione è FERMARE LA GUERRA....


SON UN PICCOLO BLOGGER ... MA IO NON MI FERMO.. salvate la vita ai più deboli






e c'è gente che l'onu a fallito... e concordo...

e continuo gli appelli 

ad molti arci di italia


a chi migra e lo scorso anno era sugli scogli di ventimiglia..

ed ora è magari in inghilterra... o in altri hotspot..


fate finire .. questa guerra... per favore


governanti di tutto il mondo mettetevi d'accordo e bon guerre...

in siria ci son bambini che muoiono

a como bimbi da soli..

a ventimiglia ... che vogliono andare in francia e bon 


e penso come penso che la voglia di aiutare ... a migrare .. non sia un crimine in se... il crimine... e non capire chi vuol migrare.. l'estate .. e a metà.. ma aleppo la guerra sembra eterna.... in 5 anni di guerra civile... la popolazione è stremata.. ma c'è chi scappa anche dal sudan... dalla libia.. dal africa... e noi italiani o occidentali.. dovremmo smettere .. di fare guerra... di respingere chi arriva da guerre... dagli scogli ... di ventimiglia. ho visto occhi tristi... occhi disperati.. ed è compito del europa... risolvere i conflitti... in africa... e in asia... l'europa.. deve aiutare... 

e non può fare finta che il problema non esista... 

la società civile di roma... ventimiglia.. napoli.. palermo.. bari... verona... si svegli... per i pochi che tentano di aiutare.. son emarginati... 


BASTA GUERRE... ORA BASTA


Progetto20k ha aggiunto 4 nuove foto.

Succede che di mattina presto ti alzi e prepari svariate decine di colazioni per i migranti di Ventimiglia. In giro per la città non c'è ancora il solito caos e succede quindi che durante la distribuzione - fatta come sempre senza dar nell'occhio perchè aiutare con del cibo chi ha bisogno in questa città è reato - capiti di notare alcuni ragazzi che corrono. Guarda caso questi ragazzi hanno tutti la pelle nera e - guarda caso - chi li insegue ha indosso la divisa della Polizia. Rastrellamenti. Come sui treni che varcano il confine, come ormai in ogni angolo di Ventimiglia comprese le strade di fronte ai luoghi dell'accoglienza: chi ha la pelle scura, chi non ha documenti e non è dentro il campo di accoglienza istituzionale della Croce Rossa viene fermato, inseguito se necessario, deportato. Questa è la realtà di Ventimiglia oggi: la solidarietà è un reato e viene impedita in ogni modo, le deportazioni coatte sono "l'accoglienza" promossa dalle istituzioni locali.


FORZA FORZA 









bella song  .....

che si ascolti la pace...


Emergenza umanitaria/ Parlano i migranti: siamo persone non



Il 10 agosto, tra alcuni volontari e persone solidali con i migranti presenti in stazione, si è sentita la necessità di radunare le varie persone bloccate dalla frontiera: frustrazione crescente, tensioni, litigi, hanno suggerito di tentare un superamento delle differenze etniche, linguistiche, culturali, di genere e di età, cercando di comprendere che i problemi dei singoli sono problemi di tutti e che quindi non ha molto senso pensare a provare di risolverli da soli o in piccoli gruppi. Si sono tenuti due incontri, ai quali hanno partecipato un centinaio di migranti e una trentina di europei (soprattutto da Como e dalla Svizzera). Gli incontri sono stati tenuti in inglese/francese, con traduzione simultanea in arabo, oromo, tigrino e amarico. In apertura ci si è soffermati sulla situazione di stallo che al momento contraddistingue la stazione di Como San Giovanni, così come altre località italiane situate in zone di confine. Quello che si è generata è una stata una profonda discussione tra i migranti, che hanno deciso di scrivere una lettera di presentazione alla città di Como: le persone presenti in supporto hanno poi aiutato a trascriverla e tradurla in italiano. Nel seguito la traduzione in italiano della lettera aperta alla città di Como. Qui il testo originale integrale in inglese.
«Lettera alla città
Noi siamo persone originarie di diversi continenti e di diversi stati; proveniamo da diversi trascorsi, culture, gruppi etnici e religiosi…però siamo tutti qui: siamo semplicemente rifugiati.
Abbiamo dovuto abbandonare i nostri paesi perché i nostri diritti umani sono stati violati, o perché siamo stati perseguitati. Per arrivare in Europa abbiamo dovuto attraversare situazioni orribili: ci siamo scontrati con la morte tante volte, scappando dai nostri paesi, in deserti, montagne, foreste, strade, nelle prigioni in Libia ed, infine, attraversando il Mar Mediterraneo.
Abbiamo perso molti amici, parenti, persone care, bravi uomini e brave donne, bambini innocenti.
Abbiamo dovuto sanguinare, morire di fame, sopportare il dolore e molte notti insonni.
Per questo stiamo ancora soffrendo: tanto dolore, incubi, perdite e ricordi tristi. Con tutto questo dovremo conviverci per del tempo, forse per il resto della nostra vita. Comunque lo abbiamo fatto, anche se non è stato per nulla semplice.
In Europa abbiamo immediatamente iniziato il viaggio per ricongiungerci con i nostri familiari, parenti, amici e compagni. Questo è diventato un obiettivo difficile, perché presto abbiamo scoperto che non ci è consentito muoverci liberamente.
Quando siamo sbarcati sulla costa italiana non ci sono state spiegate le leggi sul diritto di asilo in Europa, siamo stati costretti a lasciare le nostre impronte digitali con la forza e con l’inganno. Questo ci impedisce di fare richiesta di asilo altrove. Ora siamo bloccati al confine svizzero.
Ogni volta che proviamo ad oltrepassarlo la polizia ci respinge. I giorni diventano settimane, e le settimane stanno diventando mesi.
Stiamo iniziando a perdere speranza e pazienza, diventiamo delusi, preoccupati e, talvolta, nervosi.
Quando siamo arrivati qui pensavamo che i nostri incubi fossero superati e il nostro dolore sarebbe finito… ma non è andata così.
Qui, sul confine svizzero, continuiamo a soffrire e non sappiamo quanto ancora durerà questa situazione.
Noi non siamo animali, siamo esseri umani e chiediamo di essere rispettati. Abbiamo provato tante volte a superare il confine, questo come altri, con treni, bus e passando per il bosco, ma le guardie ci hanno raccolti come bestie.
Durante i controlli veniamo costantemente sottoposti a umiliazioni, costretti a svestirci, senza separazione di genere.
Ci hanno tenuti in piccole stanze per più di un giorno, senza cibo, acqua né alcun supporto legale.
Infine ci hanno rispediti al punto zero, nel sud Italia, separando famiglie, amici e rendendo le nostre vite ancora più difficili.
Ci sta a cuore che queste pratiche che violano la nostra dignità giungano all’attenzione di tutti in modo che chi arriverà dopo di noi non debba subire lo stesso trattamento.
Ci chiediamo perché il tentativo di oltrepassare il confine venga criminalizzato, mentre sia prassi calpestare sistematicamente i diritti umani.
Chiediamo un corridoio umanitario per passare legalmente la frontiera e ricongiungerci con famiglie, parenti e amici così da avere la possibilità di costruirci un futuro dignitoso».
[Donne, uomini, ragazze, ragazzi e bambini dal parco della stazione di Como San Giovanni]
[Foto Claudio Fontana per ecoinformazioni]

i migranti non sono bestie  








eggia  






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