sabato, dicembre 30, 2006


il kosovo son anche i bambini che mi han dato tanto gioia forse troppa
scherzo, quando fai qualcosa di buono è sempre bello quello che fai

auguri a tutti

ma poi ci son anche i volontari e il giancarlo a cui son molto legato
perchè ha tirato fuori il meglio di me, ognino di noi avrebbe bisogno di un pò di kosovo
per vedere la vera povertà visitate il sito sprofondoimperia ci son altre fantastiche foto



solo foto del kosovo




ma il kosovo è anche

questo felicità è povertA

per me il kosovo è stata e spero sarà ancora una grande avventura, per è questo è il kosovo

una grande avventura dove porti il sorriso ad persone meno felici di te, auguro un buon anno a tutte queste persone che mi son rimaste nel cuore

venerdì, dicembre 29, 2006

INCONTRO AD APRILA AL ARCI CAMALLI CHISSS CHISSSSS LE POESIE CHE PARLANO, DEL KOSOVO

QUESTA è LA POESIA



Mi riempio


mi riempio del mio orrore passato
un ferragosto sfortunato
un animazione saltata
una fiducia che ho perso
un deserto di consapevolezza
eppure quella leggera ebrezza
eppure quei sorrisi ne valgono la pena
mi riempio del mio orrore passato
sbaglio l'orto da ubriaco
un pentimento che dura un eternità
il ritorno a casa





http://83.211.3.34/viewmessaggi.aspx?f=12984&idd=20205&t=1167389759187&p=1#Last


by guido arci camalli arci guernica arci fuori orario arci bergamo arci bologna ARCI cervo arci ventimiglia arci val susa arci sonorica arci ceriana arci peppino impastato arci cuneo arci como arci peppino impastato, sprofondoimperia

visitate tutti i siti arci grazie

by

[

sabato, dicembre 23, 2006

il kosovo





















questo è il kosovo che mi piace

http://www.sprofondoimperia.it/fotokosovo/images.html





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fatto anche dei banchetti che noi facciamo per pubblicizzare i nostri prodotti un banchetto che facciamo ora è quello del 22 23 in calata cuneo, la prima festa della solirietà venite numerosi a comprare da noi ed da altre associazioni

giovedì, novembre 23, 2006


per me associazionismo, è una grande forma di aiuto verso i popolo meno ricchi, bisogna aiutare aiutare, io parlerò della mia piccolissima positiva e negatva nel kosovo, positiva perchè mi son trovato di fronte una nuova realtà a me sconosciuta fino ad oggi, negativa perchè mi son ubriacato rischiand di vanificare il lavoro di andrea tulipano il nostro attuale presidente, di positivo che ho visto, beh il sorriso dei giovani, la voglia di continuare dei giovani del duga a priluzje, l'ospitalità delle famiglie sia rom sia serbe kossovare, la voglia di giocare, ed io son cresciuto in kosovo, sia dal punto di vista culturale, che umano, noi tutti sappiamo quanto possa servire aiutare i bambini i più bisognosi, io vorrei che anche altri come me lo facessero, anche come recupero per i tossicidipendenti, io persolmante penso che possa essere utle aiutare tutti, ed essere aiutati, in questo ultimo campo ho capito tante cose ho parlato con esperienze diverse come chi andava in romania d aiutare i poveri, chi andava in india per fare i clown o per dare una mano semplicissima mano. per me il kosovo è una grande opportunità, spero lo sia ancora. come tutti sappiamo nel 1999 è scoppiato il conflitto in kosovo, da allora ad adesso, molti passi son stati intrapresi, noi come aasociazione abbiamo intrapeso un percorso aiutare i entrambe le culture senza distinzione,ed questo è bello è buono, io ho fatto tante foto, per testimoniare la mia personale esperienza, ma posso assicurare che i rischi non son così evelati, chiaro che bisogna informarsi prima sulle eventuali emidemie, chiaro che quello che ho fatto io, di ubriacarmi, e di finire in prigione, non si deve ripetere, e nessuno deve mai farlo, chiaro , io in due anni ho imparato tanto, o forse poco, in viaggio per sarajevo ho visto , monti , cavalli, posti a me sconosciuti, visitando il kosovo, ho conosciuto la cultura kosovora, e quella serba, forse più quella serba, ho conosciuto un grande pittore a due mani, petrit, kosovaro, che quest'anno per la prima volta è entrato nel enclave serba di priluzje, vorrei continuare a parlare del kosovo e continuerò, quello che vedete nella foto è il fondatore di sprofondoimperia, stà sbattendo le olive

sabato, ottobre 28, 2006

è questo il kosovo che vorrei occhi felici e spensierati, vorrei lo capissero anche i serbi invece...

BELGRADO - L'affluenza alle urne, in Serbia, per il voto nel referendum sulla nuova Costituzione era, alle 14:00, del 10,57 % e nel Kosovo, dove votano solo i serbi, tra il 20 e 30 %. I dati sono stati resi noti dagli organismo di monitoraggio.

Il presidente serbo Boris Tadic, dopo aver votato, ha invitato i citadini a recarsi ai seggi.

Anche il primo ministro Vojslav Kostunica, principale fautore della nuova Costituzione che dichiara il Kosovo parte inalienabile della Serbia, dopo aver votato ha ripetuto l' appello all' unita nazionale e a un "forte si alla nuova Costituzione con la quale si deve mostrare che il Kosovo non è solo storicamene parte integrante della Serbia ma lo è anche secondo il diritto internazionale .

Il voto è seguito da 1.335 osservatori locali e 68 stranieri, ha indicato l' agenzia Tanjug. Il centro per le elezioni libere e la democrazia (Cesid), un' organizzazione non governativa che segue le elezioni, comunicherà domenica sera le prime stime sui risultati.

by guido arci camalli arci guernica arci fuori orario arci cervo arci ceriana arci bergamo arci bologna sprofondoimperia sprofondo como sprofondo sarajevo, visitate il vero kosovo è in voi arci como arci napoli arci peppino impastato

mercoledì, ottobre 25, 2006

occhi al cielo

un grande amiko serbo che vive nel enclave di priluzje, è la giornata finale quella della parata, dove tutti i bimbi, indossano le maschere, fatte il giorno prima, ragazzi sapeste come ci divertiamo a dargli una mano, basta poco per loro, basta poco per noi visitate il sito sprofondoimperia per saperne di più, inviateci una mail vi risponderemo chau a presto

mercoledì, ottobre 18, 2006

mio fratello rom

questo invece è samy il mio fratello rom, vive come tutti i rom a priluzje, suo padre non lavora, sua madre lavora in serbia, ha un fratello che si chiama adrian appassionato di hip hop, son stati grandissimi con me, viverea priluzje è difficile, ma il loro sorriso per me è un inno alla vita, visitate il nostro sito www.sprofondoimperia.it, e venite con noi in kosovo a conoscere un ragazzo come samy priluzje, oppure venite a runik,

sabato, ottobre 14, 2006

il kosovo, è nei volti di questo bambino, dio se mi manca sapeste, quanto mi manca, il suo nome è belma è troppo bravo, ma anche una birba dipende, in due anni di kosovo, ho imparato che vedendo i bambini, specie in un enclave, riesci ad capire la loro voglia di esserci di vivere, dai vi lascio con mie due nuove poesie visitae il nostro sito www.sprofondoimperia.it, magari vi divertite in kosovo proprio come

il kosovo di una bambina felice di giocare
il kosovo di un valore aggiunto il volontariato
il kosovo dei sorrisi che non ti apetti
il kosovo dei murales
il kosovo della speranza
il kosovo di una bambina felice di giocare
il kosovo che ti entra nel cuore ed è difficile farlo uscire
il kosovo dei rom
il kosovo dei serbi
il kosovo dei kossovari

dedicato alla mia terra il kosovo

by guido arci camalli arci guernica arci fuori orario arci peppino impastato arci cervo arci ceriana arci bergamo arci bologna arci ventimiglia




e poi e poi
la sera delle follie
le follie di un malato immaginario
il girasole che perde i petali
giornate che si accorciano
nuvole che non mi parlano più
si son offese col mio porto
ma ad imperia si vive una strana atmosfera
ma ad oneglia si festeggia il ritorno del nulla
per nulla qui c'è
la sera delle follie
le follie di un pazzo ricco
mi accorgo che passando attraverso le vie
nessuno più mi saluta
nessuno più mi tende le braccia
ma il mio viaggio continua in kosovo
continua in quei piccoli bambini di priluzje
nessuno si accorge della mia insolità consapevolezza
che sbaglia orto
che si fà arrestare
per ricordare la povertà di un popolo
per ricordare che la fiducia và conquistata
la sera delle follie
le follie di un ignoto barbone
mi accorgo di trovarmi ad un bivio
tra il mio passato pieni di sabati sbagliati
ed un presente pieno di consapevolezza kossovara

by guido arci camalli arci guernica arci fuori orario arci ventimiglia arci bergamo arci peppino impastato arci cervo arci bologna arci peppino impastato

dedicato ad i miei fratelli kosovari


sprofondo: October 2006

sprofondo: October 2006

sabato, agosto 26, 2006

poesie kosovo 2006

preocupazioni

montagne in vita piene piene del linguaggio magico

il croato linguaggio

pianure di rosse case del linguaggio misteroso

il croato linguaggio

attraverso il vetro della corriera immagino miraggi

attraverso le nuvole tristi sento il dolore

le preocupazioni di un lungo viaggio

by guido arci camalli arci guernica arci fuori orario

arci cervo arci peppino impastato arci ceriana arci bergamo

visitate sprofondoimperia


dorme

dorme impaziente di agire

con la mente stanca

dorme e ingrandisce le sue conoscienze

anche nel silenzio della corriera


non fermarsi

non fermarsi alle prime impressioni

individuare il male che è in te

individuare i segni della povertà

non fermarsi alla prima delusione

alle brutte figure da disegnare

alle facili risate

individuare in bello che è in noi

anche nel animale più spietato


animi

animi in attesa del silenzio

animi di un silenzio

animi di pacifica pace

normalmente

normalmente si usa la testa

in una festa di colori

usi i costumi di priluzje

usi i colori di chi abita nella fantasia

gioca con i tuoi simili

ferisci le guerre

prima che esse feriscano te


impegnati

impegnati nel divertimento serbo

animiamo le nostre pazzie

girovaghiamo nei sogni di un interista

ci incontriamo nei momenti felici


dialetto

sogno i tuoi bisogni in un dialetto magico

col kosovo nel cuore

ti abbandono mio paese orientale

priluzje ora ti sento nel mio mare


santo

santo prato di priluzje

le chiacchere verificate

gli spostamenti teleguidati

da uno sbaglio di una notte

i sensi di felicità

ma quale è il senso

del prato di priluzje


barbara

rido con la tua allegria

rido dei tuoi scherzi

rido delle pallonate in faccia

rido della tua bontà

rido della tua enorme bellezza

rido dei tuoi pensieri felici

rido con te barbara


giovane

i capelli del giovane kosovo rinato al alba

gli occhi del giovane kosovo vita in famiglia

il viso del giovane kosovo che continua a reagire

le gambe del giovane kosovo che corrono inosservate

i piedi del giovane kosovo piccini che crescono in fretta


palloni giganti

arcobaleni ravvivati

colori reali del orienti

virtuali per occidente

tornerò nel kosovo

hai limiti della libertà

palloni di capelli puliti

ripuliti dai soliti sospetti


bambini

i bambini in cerchio

che ti saltano addosso

i bambini in cerchio

sulle spalle del animatore felice

aeroplani di gioia

salti corri con loro

ti notano felice

son parte di te


runik

le brave persone son quelle di runik

gialle le pagine di runik e di petrick

grandiosi pitture con due mani

manifestano la sua gioia vitale

runik in kosovo


zingari

cervelli balcani zingari sono

danze di fantasiosi occhi

occhi di un sorriso di un bimbo kossovaro

zingari spostamenti di lavoro

giochi di animazione

giochi per sopravvivere


dirottato


dirottato dalla tristezza occidentale

mi rinchiudo nella fantasia del duga

nei sorrisi di jole

ritrovata la lucidità di un tempo

ritrovata la giornata non sempre uguale

sabato, luglio 08, 2006

il kosovo

Kosovo: sicurezza e minoranze

07.07.2006 scrive Davide Sighele
L’ultima di una serie di interviste volte a sondare il tema della sicurezza e della libertà di movimento delle minoranze in Kosovo. Parla Mauro Barisone, responsabile a Pec/Peja del Tavolo trentino con il Kosovo
Pec/Peja, al mercato
Cosa pensi delle recenti dichiarazioni di Jessen Petersen sul fatto che il Kosovo di oggi molto è migliorato in merito alla sicurezza delle minoranze?

Molto migliorato mi sembra un’affermazione un poco esagerata. In Kosovo esiste una grande differenza di sicurezza delle minoranze tra città e città. In alcune zone per un serbo è più difficile muoversi in altre meno. A Peja per esempio è diventato più normale vedere un serbo in città. Per lo più si tratta di ragazzi giovani e di donne. Diciamo che è ancora difficile vedere un gruppo uomini serbi seduti tranquillamente in un bar.

Vi è secondo te in questo momento libertà di movimento per le minoranze?

Sulla carta questa libertà esiste, ma i serbi non se la sentono di rischiare e muoversi liberamente al di fuori delle loro comunità è ancora considerato anormale. Per le altre minoranze non ci sono problemi.

Puoi farci qualche esempio in merito a Pec/Peja di atteggiamento positivo e atteggiamento negativo delle autorità locali nei confronti delle minoranze?

Per Peja, per quanto riguarda la popolazione, quello delle minoranza è un problema minore, si è tutti concentrati nella ricerca di una condizione economica adeguata, tutti consapevoli che in questa situazione di instabilità c'è ancora la possibilità di concludere buoni affari. Le autorità locali stanno lavorando in favore delle minoranze, soprattutto verso quella serba. Questo atteggiamento può anche essere visto come opportunista, ma alcuni passi importanti sono stati fatti. Ad esempio, il patriarcato di Peja, in un documento della municipalità, è stato inserito come patrimonio storico culturale e luogo da proteggere e conservare e viene proposto in tutte le iniziative di sviluppo turistico della città. Le autorità comunali si sono recate più volte nell'enclave serba di Gorazdevac. Anche gli uffici comunali non fanno troppi problemi ad accogliere la minoranza serba. Diverso è l'atteggiamento nei confronti della minoranza Rom, meno importante politicamente. I quartieri Rom sono i più degradati della città e i servizi fondamentali, smaltimento rifiuti ecc., sono completamente inesistenti. Anche sul fronte dell'educazione e dello sport, la minoranza Rom viene lasciata in disparte.

Quale il ruolo delle organizzazioni non governative (ONG) e associazioni locali ed internazionali in merito al raggiungimento di un Kosovo multietnico?

Mi pare che tutte quante le ONG stiano lavorando su temi di sviluppo locale, sociale, economico, giovanile. Il tema multietnico arriva di riflesso, perché spesso questi progetti prevedono il coinvolgimento di tutte le etnie.

Quale invece il ruolo di UNMIK nel favorire un Kosovo multietnico?

Si fa fatica a percepire e comprendere il lavoro di UNMIK. È evidente lo scoordinamento tra il lavoro di UNMIK e quello delle autorità locali. In alcuni casi non c’è dialogo tra le due parti. La percezione generale è che ci sia una sorta di immobilismo e di attesa degli eventi da parte di UNMIK.

Quanto la percezione di insicurezza che la minoranza serba ha è legata all'atteggiamento di Belgrado nei suoi confronti e quanto invece ad una situazione delicata sul campo?

Il legame con Belgrado dei serbi del Kosovo gioca un ruolo fondamentale anche riguardo alla sicurezza. Per la maggioranza dei serbi del Kosovo, il riferimento politico è ancora Belgrado. Questo influisce sulla percezione di appartenenza che gli albanesi hanno nei loro confronti. Anche la parte serba, fintanto che non si sentirà a pieno titolo, appartenente a questo nuovo stato di cose, (giusto o sbagliato che sia) avrà sempre la sensazione di essere “estranea” alla vita politica, sociale, economica del Kosovo. L’ambiguità della loro presenza è uno dei tanti motivi che creano un clima d’insicurezza percepito da entrambe le parti


parliamo del kosovo

visitate sprofondoimperia

è importante per noi
grazie

mercoledì, giugno 28, 2006

positivo kosovo

il kosovo per molti nostri volontari, è stata un occasione di conoscere una realtà diversa, di toccare con mano le reali condizioni del kosovo, per me è stata la possibilità di capire il punto di vista serbo,
ho deciso di partecipare al secondo campo,oltre a motivi di lavoro, anche perchè volevo sapere il loro punto di vista, l'ideache me ne son fatta è confusa ancora, purtroppo non bastano due settimane per conoscre affondo la realta kosovara serba, da quel poco che ho visto, entrambe le fazioni, son povere, anche quella rom, molti nostri volontari han campreso il valore del kosovo
io vorrei, si parlasse di cosa fanno i kosovari, io ho conosciuto tanti kosovari serbi abitanti nel enclave serba che son riusciti, ad costruire un centro di ricreazione, grazie anche a noi che li abbiamo aiutati, il far del bene è sempre bello, e non dovrebbe avere come controprezzo i soldi, non è mai stato nello scopo della nostra associazione, molte cose in questi dieci anni si son fatte, molte altre si possono fare per questo abbiamo bisogno di voi non solo per venire in kosovo ma anche per aiutarci a diffondre notizie positive sul kosovo , una notizia positiva è che a priluzje ci son tanti bambini con la voglia di crescere e migliorare il kosovo

venerdì, giugno 09, 2006

kosovo

il kosovo positivo è nei bambini speranzosi di continuare
il kosovo che ho in mente è quello, della ospitalità in una città enclave serba priluzje
il kosovo che vedo nei siti è un kosovo triste senza anima
il kosovo che leggo non rispecchia l'immagine che me ne son fatta io.
il kosovo che ho visto è pieno di orgoglio e gioventù
il kosovo che vedo avrà un suo campionato di calcio
il kosovo che vedo è primo come allegria e voglia di vivere

venite in kosovo con lo sprofondoimperia siete ancora in tempo

dai venite tra due settimane c'è un campo di animazione il 17 18 giugno

domenica, giugno 04, 2006

http://corto.circuito.info/modules.php?name=News&new_topic=3http://


http://sprofondoimperia.it/

come ogni anno lo sprofondo organizza viaggi in kosovo scopo umanitario? scopo animazione per i bambini sia serbi sia kossovari
in questi 6 anni siamo riusciti ad fare sempre corsi di animazione
ragazzi per chi non mi conosce io son guido arci camalli futuro attualmente volontario di sprofondoimperia
spero tanto visitiate il nostro sito per chi si vuole iscrivere si è ancora in tempo vi aspettiamo numerosi

venerdì, giugno 02, 2006

vi aspettiamo

ma chi son i kosovari?
beh son stato in un vilaggio serbo lo scorso anno vivono in un enclave un o stato nello stato proteti dalle forza della kfor, quest'anno andrò a runik in un villaggio albanese, il sogno della nostra associazione è pacificare i serbi e i kossovari, la cosa è molto lunga spero che attraverso aiuto dei bambini si ci possa arrivare un giorno, purtroppo la strada è lunga, ma noi con la nostra presenza in kosovo speriamo di portare un pò della nostra fantasia, ma anche loro ci insegnano parecchie cose,il rispetto per i famigliari, e le tradizioni culturali, vedo che nel occidente grazie anche alla televisione, hai computer, molti bambini han perso la voglia del gioco, beh io mi son ritrovato nel gioco in kosovo, in quelli più semplici, non è vero che dato che son poveri cristi bisogna aiutarli, non penso sia questo il fine di questa associazione, io penso li si debba aiutare perchè devono imparare da noi, e noi da loro, si parla tanto di scontro di civiltà, beh è ora che si smetta di parlarne e si trovi davvero un punto di incontro, il kosovo a bisogno del europa e l'europa ha bisogno del kosovo, che non deve essere ricordato solo per la guerra, in kosovo ci son tante cose belle, ad esempio i paesaggi, le tradizioni, i costumi, e questa voglia di non abbattersi
venite in kosovo fatelo per voi.

domenica, maggio 28, 2006

Approfondimenti (indietro)

Il mio Kosovo
da "L'idea"

Che bilancio e quali conclusioni trarre da 23 mesi di Albania-Kosovo, passati a fare il volontario durante l'emergenza? In breve: attratto dal mondo della cooperazione e del volontariato, da tempo desideravo vivere un'esperienza che mi impegnasse in questi ambiti. Facendo parte di un'Associazione Onlus di volontariato, "Fiorenzuola oltre i Confini", che si occupa di popolazioni e casi disagiati in Italia e all'estero, allo scoppio dell'emergenza mi sono trovato pronto a partire.

Così grazie a "Fiorenzuola oltre i Confini" sono stato prima volontario in Albania (campi profughi di Bradashesh e Sushice, Elbasan) e poi cooperante in Kosovo (distretto di Pec-Peja). Lavoravo con un'organizzazione non governativa che seguiva un progetto finanziato con i fondi raccolti dal governo italiano durante la campagna "Emergenza Kosovo" e gestiti da "Missione Arcobaleno Gestione Fondi Privati" (da non confondere con la prima Missione Arcobaleno, vale a dire quella dello scandalo in Albania) e che si occupava di dare sostegno ai profughi kosovari. Il mio gruppo gestiva due campi durante l'emergenza in Albania e poi, dopo la fine della guerra e con il successivo rientro in kosovo degli sfollati, seguiva un progetto di ricostruzione delle case e delle infrastrutture pubbliche a Pec-Peja. Era un tipo di impiego cosiddetto atipico, in cui lavoravo a stretto contatto con la gente e con le comunità locali, imparavo usanze e tradizioni, il rispetto delle diversità, non c'era orario, non c'erano le comodità di casa, ma in compenso ero immerso in uno spirito sincero di solidarietà che mi ha fatto riflettere su quanto erano assurde e ingiustificate le mie lamentele, i miei malcontenti in confronto a tante disgrazie.

Vivevo quotidianamente grosse difficoltà nel riuscire a comprendere la mentalità di chi mi stava di fronte, completamente diversa dalla nostra, faticavo ad entrare in meccanismi a volte opposti ai miei, mi scontravo spesso con interessi e pensieri divergenti, ma pian piano si superavano tutti gli attriti, attriti forse normali quando si vive in quel complesso sistema quale è l'integrazione. È stato qui che ho vissuto, conosciuto e condiviso le più svariate situazioni e problematiche:non mi sentivo diverso e straniero, ricco e nemmeno povero, fortunato o disgraziato…….., ero semplicemente uguale, e in questa uguaglianza cercavo di dare il giusto peso al valore delle cose. Prima di partire interpretavo il volontariato come una forma di aiuto senza limiti, ora invece, dopo la mia permanenza nei Balcani, sono giunto a questa conclusione: non bisogna confondere aiuto umanitario con assistenzialismo. Aiuto umanitario è sinonimo di cooperazione, vale a dire un rapporto in cui le controparti, nel nostro caso le organizzazioni umanitarie italiane e la comunità albanese, interagiscono e collaborano per un unico fine: il miglioramento della qualità della vita e la ricostruzione del tessuto sociale precedente alla guerra.

Nello stare a stretto contatto con quella gente così diversa e forse troppo spesso discriminata, credo di essermi formato un quadro delle varie dinamiche sociali. Questo è fondamentale per un approccio nei confronti della nuova società multietnica che si va formando in tutta Europa. Sono entusiasta della mia esperienza e spero di aver assimilato veramente tanto, soprattutto mi sono reso conto di quanto noi, che viviamo in una società benestante ed evoluta, siamo fortunati e privilegiati; insomma, la permanenza in quei luoghi è stata una vera scuola di vita e mi ha insegnato quanto sono importanti la ricerca e la conservazione della pace. Gli effetti della guerra, infatti, sono devastanti e si trascinano negli anni e nelle vite delle persone che porteranno per sempre nella memoria i segni delle atrocità a cui sono state costrette ad assistere a causa dell'odio e dell'intolleranza fra i popoli.

Giorgio Ponti



il mio kosovo è quello della speranza vedendo su internet non vedo nulla di positivo io eppure l'ho vista una cosa positiva, la capacità dei bambini, di continuare, di ridere, non dimentichiamo il kossovo non è una situazione di serie b, grazie venite in kosovo con lo sprofondo imperia

venerdì, maggio 19, 2006

sprofondo


una tribù di amici sbatte, nelle fascie di tavole
una tribù di amici raccoglie uva nella vigna di poggi
una tribù raccoglie i pomodori del orto di poggi
una tribù che ogni domenica si dedica alla campagnia
una tribù che sprofonda nel volontariato
una tribù che non si da mai per vinta
una tribu che aiuta la popolazione kosovara
una tribù che ti aspetta

giovedì, maggio 11, 2006

testimonianze dal kosovo 2

io vorrei che la gente capisse che Cosa è il kosovo e come si vive là, io non voglio che passi l'idea che son poveri disgraziati che devono essere aiutati, io vorrei far capire anche scrivendo poesie, quale è la situazione che io ho visto, io ho visto un paese che stà tentando realmente di risollevarsi, io ho visto ancora tante divisioni, volute dalle nazioni unite, ho visto tanti bambini che avevano ancora tantissima fantasia, ho visto che molti miei amici volontari han fatto un buon lavoro, ho visto come è la vita in famiglia, io non voglio cha passi l'idea che in kosovo ci siano solo le mine, o che'emergenza è finita, solo per han bombardato, il paese kosovaro merita il nostro aiuto, ma non perchè poveri disgraziati, ma perchè esseri umani come noi ma a priluzje tanta tanta voglia di continuare chauuuuuuu salutami gli altri

QUINDI ISCRIVETEVI A I CAMPI KOSSOVARI

WW.SPROFONDOIMPERIA.IT

NON ABBIATE PAURA DI AIUTATE, NON ABBIATE PAURA

mercoledì, maggio 10, 2006

c'è

sono

sono un cardellino solitario
che vaga nei pensieri del ignoranza,
imprigionato nella code dei supermercati
solitudine che vogliamo noi,
in mezzo alla società del non saluto,
qui dove governa l’eterna fretta.
sono una mimosa appassit
che rinasce solo per la vostra festa,
una festa che perde la testa
e diventa una cosa triste,
piena di spogliarelli maschilisti.
sono un pallavolista senza pallone
seduto su una sedia a rotelle,
che lotta contro intolleranza.
sono un cuore che si raffredda,
pieno di rancori e di odio
senza saper mai perdonare,
gli errori del suo passato.
sono una giornata eternamente storta
per chi vive in quel paese chiamato povertà.
sono una strada sterrata
piena di intoppi, piena di tasse
sono un alpinista senza montagne
seduto eternamente nei suoi sogni

voi siete immezzo a queste cose immezzo a questi delitti, in kosovo le nostre cose importanti ,per loro son cose inutili, per loro conta solo essere ancora vivi, essere ancora li ed poter raccontare la loro lenta ripresa, sapete chwe mi ha stupito del kosovo le case che costruivano, le faccie che non erano rassegnate il nostro progetto, serve anche a questo serve a far crescere i bambini, ad restituirgli un infanzia, e poi sapete, alla fine saranno loro ad ringranzirvi

sabato, maggio 06, 2006

testimonianze dal kosovo

Titolo: testimonianza

Questa estate ho deciso di vivere un’esperienza per me particolare e significativa…
Già da tempo, grazie a qualche incontro fortuito, ho avuto la possibilità di avvicinarmi a qualche persona proveniente dal Kosovo e così ho pensato di andare a vedere i luoghi e tentare di capire la storia di queste persone.
Ho chiesto, e sono venuta a conoscenza tramite il passaparola di un’associazione di Imperia, Sprofondo Imperia (sito internet www.sprofondoimperia.it), che organizza ogni anno campi di animazione di quindici giorni in due scuole in Kosovo, una di etnia albanese e l’altra in un’enclave serba.
Il 30 di luglio così sono partita da Milano insieme alle altre tre persone che con me avrebbero vissuto quest’esperienza. Due giorni di viaggio in treno attraversando tutti i Balcani e finalmente lunedì sera sono giunta a Runik, un paese come tanti a sud di Mitrovica. Cosa mi colpisce subito: la lunga e unica strada asfaltata che taglia in due il paese, la polvere delle altre strade, le case non intonacate e la mancanza di elettricità per ore, come tutti i giorni. Presto finisce il giorno e così tutti e quattro ci troviamo a lume di candela a parlare con il signor Bahri, il direttore della scuola.
E questo è l’inizio.
Fondamentale e affascinante in questo viaggio è stato l’essere ospitata in famiglia così mi sono avvicinata di più alla realtà di questo villaggio di etnia albanese e di religione musulmana. La mia famiglia era composta da otto persone, papà, mamma, nonno e cinque figli, alla quale spesso si uniscono cugini e zii che vengono in visita da lontano e si stabiliscono qualche giorno. La casa non è molto grande, ma ha vicino la stalla dove ci sono due mucche, c’è l’orto, ci sono le galline. Ogni famiglia mangia gli animali che alleva, ciò che coltiva nell’orto o i frutti degli alberi, ci sono però dei piccoli negozi che hanno ormai tutti i prodotti commerciali.
In famiglia coi figli più grandi si parlava in inglese, uno di loro studia a Milano. Con il loro aiuto durante l’animazione alla scuola abbiamo potuto far meglio in quanto traducevano ai bambini i giochi o le attività. L’animazione alla scuola è stata tanto bella quanto faticosa. Purtroppo noi volontari eravamo in quattro e i bambini ogni giorno si moltiplicavano sempre più fino ad essere anche sessanta. Essa consisteva in giochi, molti dei quali si fanno in oratorio, canzoni bans, laboratorio. Purtroppo nella società kosovara non esiste nulla al di fuori della scuola per i bambini, i ragazzi ed anche gli adolescenti, così questa animazione è per loro un sollievo nel vuoto delle loro estati. E’ intenzione dell’associazione costruire un centro culturale, un luogo dove i ragazzi e i giovani possano incontrarsi, possano formarsi e portare avanti tutte le attività di animazione e sostegno anche verso i più piccoli.
Questa per me e per i miei amici non è stata solo una vacanza impegno ma ci sono state tante occasioni per girare, incontrare la gente, vedere la bellezza della natura, visitare luoghi significativi della guerra. Abbiamo incontrato nel vicino paese, comune di Runik un’associazione nella quale si tenta di curare il disagio psichico e i traumi provocati dalla guerra; abbiamo visitato la casa di Adem Jashari, leader dell’UCK, esercito autonomo di liberazione albanese, assediata dai serbi, ora museo a cielo aperto e conosciuto una ragazza adolescente unica superstite di quel massacro, la fossa comune, i terreni segnalati per il ritrovamento di mine anti-uomo, le tombe sparse dei tanti aderenti all’uck. In quei giorni ci sono stati tanti matrimoni con la musica e i tamburi, festeggiamenti lungo tutta la strada fino a casa degli sposi, io e le altre ragazze siamo state alla festa delle donne, il secondo giorno di nozze, dove ci si può lanciare nelle danze senza timore.
Il Kosovo oggi è un protettorato Onu, ovunque, sia nelle città più importanti quali Pristina, la capitale, o Mitrovica la città tagliata in due, metà serbi metà albanesi, o come in ogni piccolo villaggio girano militari nei loro grandi mezzi bianchi, Onu, o nei mezzi blindati Kfor, controllano, mettono posti di blocco. Non sono così bene visti dalla popolazione locale.
Una delle ragioni della loro presenza è che la maggioranza della gente è di etnia albanese, mentre in enclavi, territori perimetrati e sorvegliati dai militari, vivono, segregati invece i serbi. C’è tensione tra le due etnie.
Cosa mi ha insegnato questa esperienza… che la vita è così bella che vale la pena di viverla a qualsiasi costo, anche dopo una guerra che ha lasciato disturbi, traumi che riemergono, come quando al ritorno da una partita a pallavolo nel campo improvvisato vicino a casa, si sentono degli spari dei festeggiamenti del matrimonio e un ragazzo si butta a terra mentre la sorella si protegge la testa con le mani, quando a scuola si costruisce l’aeroplanino di carta e i ragazzi fanno il verso del bombardamento, o quando un ragazzino ti racconta di esser stato profugo e di aver fatto settanta chilometri a piedi.
La guerra nei Balcani per me è stato un fatto mediatico perché la racconta la Tv, ma quando ci si addentra in quell’esperienza si scopre che ci sono le persone, la sofferenza, i fatti vanno oltre le immagini. La gente comunque è cordiale, è ospitale e non manca l’occasione di salutare, di fermarsi a parlare di offrirti il caffè turco.

Autore: Alessandra

lunedì, aprile 24, 2006

poesie

kosovo

kosovo della povertà
kosovo oscurata
kosovo mai frequentata
dai volti noti della sinistra
kosovo ora la guerra di serie b
ingiustamente non pensiamo
ingiustamente viviamo nella ricchezza mediatica
kosovo dei bei ricordi
kosovo sempre nella mia testa
ingiustamente non pensiamo
ingiustamente non ne parliamo
kosovo dei rom
kosovo dei srbi abbandonati dai serbi
kosovo dei kosovvari

priluzje

priluzje dei bimbi
dei vecchi serbi
rancori duri a morire
noi distratti europei
distratti e non attratti
impegnati nei nostri affari
involtariamente siamo distratti
ma priluzje dei bambi
ma priluzje dei vecchi
ma priluzje dei rancori
che noi usiamo solo come arma di scontro
politico scontro
ma priluzje è li che ci aspetta

mercoledì, marzo 22, 2006

sprofondo

visitate lo sprofondo imperia o como o sarajevo


http://www.sprofondoimperia.it/

http://www.sprofondo.it/Public_html/In%20Italia-body.htm



/www.sprofondo.it/




Lungo la strada del kosovo

Ho incontrato un popolo sofferente

Ho un incontrato un popolo sorridente

Lungo la strada del kosovo

Ho attraversato i balcani

Ho giocato una peste di bambina

ho visto l’altra faccia del popolo balcano



priluzje

l’ospitalità di una famiglia serba

le giornate fotografando le gioie dei bambini

le giornate imparando che ci si può divertire con niente

le ironie di una intervista, ad una emittente serba

e il buffo diventa importante per un popolo isolato

gioie dei giochi, immagini che ogni giorno

porto accanto al mio cuore



scherzi

un giorno dei scherzi ad un inseganante serbo

vedere che esiste ancora la fantasia nel nostro cuore

un giorno di scherzi ad un amiko serbo

filmando l’evento come un gioco

e le risate che non han prezzo, ne colore politico

un giorno di scherzi ad Francesco

scherzi solo scherzi, per dimenticare no

scherzi per unire le due culture


coordinatori

coordinatori pazzi, coordinatori giovani

le loro sagge parole, coordinatori che portano la pace

dove ci sono conflitti interni, coordinatori che s’innamorano

sapete pure loro sognano.

coordinatori che traducono i tuoi strani gesti

ed erano proprio strani quei gesti

coordinatori che ti tengono la bacinella delle tue sbornie.



clementina

Ma non si chiama Clementina

Ma non so come si può chiamare

La ragazza del paracadute

Non so come chiamarla

Non so come ringraziarla

Del aiuto dato

Del sorriso che ha portato.

insieme

Insieme ancora

Assieme al prossimo corso

Assieme per imparare meglio l’animazione

Insieme ancora o assieme a voi

Nuovi volontari sprofondate anche voi con noi

Insieme ancora

Per far crescere un sogno chiamato kosovo



marco

Ma quel suo strano strumento

Ma quelle sue strane barzellette

Ma quella sua barba

Ma quei caschi bianchi

Ma in quella marcia della pace

Naturale continuazione del viaggio in kosovo

Ma quel giorno a Belgrado

Ma quel suo viaggio a Lubiana

Ma quel suo strano strumento


by guido sprofondo