giovedì, marzo 29, 2012

e mattina... Il premio Seamus Heaney a Bologna per ricordare Pascoli






è mattina nei cieli........
ove tutto è un cielo stellato ....
vedo e non vedo
inizio il lavoro....

REGOLARE NO?

buon week end.... a tutti

insolite mattine.... ove la spiritualità di ineja è forte


Appuntamento
a cura di Luigia Sorrentino

Sarà a Bologna martedì 3 aprile 2012 il Premio Nobelper la Letteratura e poeta Seamus Heaney (nella foto) per ricordare il poeta Giovanni Pascoli. Il grande poeta irlandese terrà una conferenza per ricordare l’opera e il pensiero del grande poeta italiano del quale quest’anno ricorre il Centenario dalla morte (Bologna, 1912).

A distanza di un secolo dalla morte di Pascoli si percepisce, forse ancora meglio che in passato, il rilievo che la sua poesia ha rappresentato per la cultura italiana, non solo in ambito strettamente letterario, ma anche per essersi insediata nell’immaginario collettivo, favorita dalla massima popolarità di certi suoi componimenti insegnati fin dalla scuola elementare a molte generazioni del Novecento.

A questo proposito, è stato detto autorevolmente che le sue opere sono tra quelle che più hanno contribuito a “fare gli italiani“. Un convegno promosso dall’Università di Bologna, in calendario dal 2 al 4 aprile, si propone di fare il punto su ciò che ha rappresentato e rappresenta oggi Pascoli, in ideale prosecuzione dell’impresa che sempre a Bologna culminò con la pubblicazione di tre volumi di Studi per il centenario della nascita (1955), curati da Raffaele Spongano ed editi nel cinquantenario della morte del poeta (1962).

Il convegno si articola in quattro sedute.

La prima intende far luce sulla ricezione pascoliana della storia, con relazioni sull’assimilazione del mondo antico, del Medioevo, del Risorgimento e su quanto questa interpretazione si sia radicata nell’immaginario degli Italiani. Nelle due sessioni successive saranno indagati i miti personali dell’infanzia e della famiglia, espressi con i simboli del nido e della casa, e i miti collettivi del colonialismo e dell’esotismo orientale, con estensioni ai mezzi espressivi del teatro e della musica. Su quest’ultimo aspetto la giornata avrà uno sviluppo nel concerto serale a cura del conservatorio G.B. Martini, nel quale si suoneranno musiche su parole e suggestioni pascoliane. Infine nell’ultima sessione sarà protagonista il Pascoli professore, indagato per ciò che ha insegnato nei suoi corsi universitari, come autore di antologie scolastiche, latine e italiane, e per ciò che ha detto nelle sue prolusioni accademiche.

Martedì 3 aprile alle 11.30 si terrà la conferenza di Seamus Heaney, poeta irlandese Premio Nobel 1995 per la Letteratura, grande ammiratore di Pascoli, di cui tradusse la poesia ‘L’aquilone’ e che proporrà, tra l’altro, una serie di altre poesie di Pascoli da lui tradotte in inglese, tra cui ‘La cavalla storna’, un lavoro pensato e svolto appositamente per la sua partecipazione al convegno. Heaney sarà insignito del Sigillum d’Argento dell’ Alma Mater Studiorum, che gli verrà consegnato dal Rettore.




mercoledì, marzo 28, 2012

la musica della libertà ...





Il sorriso del amico pettirosso
Che vola di ramo in ramo
Accompagnando il lavoro campagnolo
Il sorriso del amico pettirosso
Visto da vicino
Un pettirosso fotogenico, che si mette in posa
Mentre viene più volte fotografato




quella natura bluuuu







di aver lavanda matura.......



chissà....

eppure noi mangiamo le tradizioni liguri....
la pasta AL PESTO.....

E COSA RESTA DEL MIO NEURONE..... UNA GRAN VOGLIA DI ....


AVER ... UN SOGNOOOO


DI GRANO .... DI SPERANZA.... DI SOGNI....

hihi


Signori e Signore,

sono già aperte le iscrizioni per il Gran Festival Internazionale della Zuppa di Bologna.

Lo sapevate? Zuppe del mondo unitevi ed iscrivetevi

---> FAI LA TUA ZUPPA

Puoi arrivare con la tua zuppa già pronta e riscaldarla per strada, dove allestiremo le postazioni dei zuppanti; oppure facci sapere se hai bisogno di una cucina collettiva...

Dovresti preparare almeno 10 litri di zuppa per farla assaggiare al mondo!

Le prestigiosissime giurie del gioco della zuppa attribuiranno i mestoli d'oro, d'argento e di bronzo e quest'anno per la prima volta il mestolo verde per la zuppa più "green" ossia eco-sostenibile.

ISCRIZIONI: festivalzuppa@gmail.com, 051 6390743 – 051 482800 – 320 9270860 (Flore)

Info e Coupon iscrizione

VIENI AD ASSAGGIARE LE ZUPPE IN GARA!

:: IL PERFETTO ZUPPANTE:: Abbasso lo spreco / la Zuppa diventa eco!

- Vieni con la ciotola e il cucchiaio da casa (non in plastica!), potrai lavarli nelle fontane

- Separa correttamente i rifiuti negli appositi contenitori

- Bevi acqua del rubinetto invece di comprare bottigliette in plastica

- Vieni a piedi, in bici, bus o treno

Vi aspettiamo e buona primavera

Lo Zuppen Team

www.associazioneoltre.org

Un tripudio di mestoli. Iscrizioni festival della zuppa 2012: festivalzuppa@gmail.com






il raggio di speranza.....Storia della cultura Hip Hop

"giornata di oggi a potare il pino... faticaccia... ragazzi... eppure le idee rincorrono la folle mente lo sapete l'uomo è folle....

e il raggio di sole arriva al cervello acceso alla gente di todo u mundo....
alle persone... forti... buone e cattive...
belle o brutte... forti o deboli...

essi oggi c'è un gran sole... nel cuore mio... chissà nel pomeriggio.... chissà ..."

sarà più bello senza dubbio....

Storia della cultura Hip Hop


L’hip hop rappresenta l’espressione più diffusa della comunità Afroamericana negli ultimi decenni; esso nasce sul finire degli anni ’60 nel Bronx di New York per dilagare poi nel resto del mondo in brevissimo tempo, con la conquista anche del mercato discografico, cinematografico, editoriale e dell’ abbigliamento.

L’ hip hop si basa su quattro discipline principali: Il Rap, l’arte della manipolazione del giradischi, detta il Turntablism, il B-Boyng (conosciuto anche come Breakdance), ed infine l’ arte delle bombolette, L’Aerosol art.

Gill Scott-Heron, i Last Poets ed altri artisti degli anni ’60, sono da considerare come antesignani dei rappers di oggi, per il modo di scandire i testi, per le loro tecniche vocali e per i messaggi sociali contenuti nella loro arte. Grande influenza nell’ hip hop ha avuto anche il maestro del Soul, James Brown, ispirando nuovi passi di danza con allusioni sessuali e creando nuovi temi di spunto per i testi , tratti dall’immaginario gangster. Grande ispirazione è stata tratta anche dal Reggae, soprattutto dall’attività del giamaicano Kool DJ Herc, e dal suo uso delle basi e del microfono per intrattenere i partecipanti alle feste.

Grande importanza ha sul nascere e crescere dell’hip hop, anche l’influenza africana con la sua storia, la deportazione ed il colonialismo, ed è in questa ottica che il rapper si inserisce come una figura simile alla figura del menestrello che canta le gesta dei re e degli eroi popolari; in questa visione, le movenze ed acrobazie dei ballerini hip hop vengono paragonate alle prove di iniziazione dei giovani chiamati a diventare adulti nei villaggi, il ritmo dei tamburi è evocato dal suono ossessionante della batteria elettronica. I produttori del genere hip hop, compongono le basi per i rapper con una metodologia particolare, praticando cioè un lavoro di taglio e cucito, montando assieme e facendo coesistere, alternando e sovrapponendo, pezzi di brani tratti dasoul, dal jazz, dal rock e spesso anche dalla musica lirica.

Tutto ciò ha contribuito a sconvolgere l’identità del pop mondiale. Una delle particolari innovazioni dell’hip hop, è il nascere di una sorta di musica fatta in casa, e con l’avvento dell’house e la techno, il funky e la disco music praticati da professionisti, vengono un po’ soppiantati. Ne’ si potrebbe spiegare la nascita delle scene trip hop e drum’n'bass , che dall’Inghilterra stanno conquistando il pianeta, senza il lungo apprendistato che i maggiori esponenti di questi fenomeni hanno consumato nelle file di turntablism, rap, B-boyng e aerosol art. I bassi costi delle apparecchiature per fare musica, fanno si che molte case si trasformino in una sorta di piccole fonti di produzione sonora e musicale. Sul finire degli anni ’60, le scritte di protesta sui muri si evolvono in firme personalizzate ed in seguito in opere d’arte, i parchi cominciano ad essere dei ritrovi dove i dj adottano nuove tecniche nell’uso dei mixer e dei giradischi, in maniera tale da permettere ai ballerini di trasformare i movimenti del boogie in nuove acrobazie ed ai MC, maestri di cerimonia, di rivolgere i propri inviti tramite il microfono. Possiamo dire che il periodo che va dal 1969 al 1979 appartiene al circuito della storia orale, ed a testimonianza di ciò, vi è il fatto che Kool dj Herc, progenitore della stirpe dei dj hip hop, non ha lasciato nessuna testimonianza discografica del suo lavoro.

Se la nascita della Universal Zulu Nation, fondata da Afrika Bambaataa nel 1974, offre al movimento nascente la prima “casa comune”, afrocentrica, pacifista e cosciente della propria identità, l’arrivo del rap sul mercato discografico segna, nel settembre 1979, un punto di non ritorno, l’atto ufficiale dell’hip hop, il primo riferimento sicuro per una storiografia di questa cultura. Tra il 1982 e il 1984, l’hip hop cresce e diventa maturo,ed al piacere di puro intrattenimento si aggiunge anche la denuncia sociale, e canzoni come “The Message” di Grandmaster Flash And The Furious Five e album come quello d’esordio dei Run-DMC, dimostrano chiaramente di avere suoni e temi in grado di competere con prodotti rock anche di alto livello.

E’ sempre in questo periodo che la cultura hip hop si affaccia anche nel mercato cinematografico, ne sono l’esempio pellicole come “Wild Style” e “Flashdance”. Nascono in questo periodo anche nuove case discografiche specializzate nel genere come la Def Jam, la Tommy Boy, la Priority e la Sleeping Bag, distribuite da case discografiche maggiori, facendo si che i prodotti vengano esportati per tutti gli stati dell’Unione. La vecchia scuola del rap offre anche la possibilità di dare visibilità dell’hip hop anche al di fuori degli Stati Uniti. Nel 1983 la Technics introduce il nuovo piatto SL12000MKII, uno strumento importantissimo per i praticanti di questa cultura. Tra il 1985 e il 1987 l’hip hop con la sua musica, consolida le sue posizioni nel business dell’intrattenimento, ampliando ed arricchendo la musica degli esordi con grandi dosi di Rhythm and Blues e di Funk e dando vita a scene locali in tutto il mondo. Nel marzo del 1987 la cima della classifica pop americana è conquistata dal primo gruppo rap, un trio di bianchi, i Beastie Boys, tutto ciò dopo che i Run-DMC hanno già conquistato la copertina del “Rolling Stone”. L’hip hop diventa ormai una miniera d’oro ma comincia anche a pagarne il prezzo; la violenza infatti comincia a dilagare nei raduni, nei concerti e nella vita privata dei protagonisti e rappresentanti di tale cultura.

Nell’ottobre del 1985 esce il film hip hop “Krush Groove”, dominando le classifiche degli incassi, ma è proprio durante la p roiezione della pellicola, che in una rissa un ragazzo perde la vita. Tutto ciò dà il via ad una campagna denigratoria e di accusa nei confronti del rap, ed in questo periodo iniziano a venire stampati gli adesivi che campeggeranno sulle copertine dei dischi, recando la scritta :”Avviso ai genitori: questo disco contiene testi espliciti”. Anche l’utilizzo della musica altrui per realizzare le basi, comincia a generare scontento e pesanti reazioni da parte di chi ne detiene i diritti, e gli avvocati di James Brown e Bobby Byrd nel 1987 attaccano il duo Eric B & Rakim, colpevoli di aver utilizzato la loro musica per il loro brano di successo: “Paid In Full”.

Lo scontro si concluderà con la sconfitta dell’hip hop. Tutti gli autori delle basi di questo genere, da questo momento in poi si vedranno costretti a dover denunciare i titoli e a pagarne i diritti per l’utilizzo. La sconfitta non durerà però a lungo, ben presto infatti la grande quantità di dischi venduti permetterà tranquillamente non solo il pagamento di tutti i diritti e la remunerazione di qualsiasi ospite, ma comporterà anche una rivincita morale derivante dalla dimostrazione che grazie all’hip hop, vecchi cantanti caduti quasi nel dimenticatoio, riacquisteranno celebrità presso le nuove generazioni. Nella società americana la violenza purtroppo dilaga, a causa anche del disagio sociale e alla pubblica circolazione di armi da fuoco; a fine anni ’80, il movimento appare diviso, da una parte una nuova generazione di artisti con base a Los Angeles (West Coast), dove prevalgono le istanze nichiliste e gli scenari di guerra dei Niggers With Attitude, dall’altra, una fazione opposta, a New York (East Coast), dove il messaggio di pace e di ricerca delle radice africane è tenuto acceso da collettivi lungimiranti come Native Tongues e Boogie Down Productions.

Con l’uscita dell’album d’esordio dei Niggers With Attitude e la canzone “Fuck Da Police”, che riflette lo stato delle cose nei quartieri, si viene creando un crescendo di scontri fra rap ed autorità, ai quali seguiranno interventi diretti dell’ FBI. Il 4 marzo 1981, sugli schermi vengono proiettate le immagini del pestaggio di un automobilista nero da parte della polizia, e quando un anno dopo le forze dell’ordine verranno assolte, a Los Angeles si scatenerà una vera e propria guerriglia in cui moriranno 58 persone. Artisti come Ice Cube e Ice-T vengono indicati dalla stampa, a causa dei loro testi, come artefici dell’ondata di odio, alla quale seguiranno non interventi per ridurre il disagio sociale, ma censure, campagne denigratorie, distribuzioni negate, ottenendo come reazione il diffondersi del genere “Gangsta-rap”, ossia hip hop dai cantilenanti toni mafiosi di cui saranno i maggiori rappresentanti: Snoop Doggy Dogg, Coolio, Notorius B.I.G., Puff Daddy, Tupac Shakur, Dr. Dre.

Ben presto si passerà dalle minacce ai fatti, e tra il 1996 e il 1997, Tupac e B.I.G. moriranno uccisi dai rispettivi clan rivali. Negli anni ’90 la marijuana si trasforma in protagonista delle atmosfere di molti dischi divenendo quasi una sorta di quinta disciplina; e contemporaneamente si verifica una grande influenza del movimento della Nation of Islam, con a capo Louis Farrakhan, investendo molti settori della scena. Il 16 Ottobre 1995 la “Million Man March” promossa da Farrakhan a Washington influenza centinaia di dischi, interviste e dichiarazioni dei clan di entrambi le coste, avvicinando l’hip hop all’Islam in maniera ancora maggiore. Alla fine degli anni ’90, l’hip hop ha ormai imperi propri, come quelli dei Fugees e del Wu-Tang Clan; il rap domina le classifiche con i prodotti più disparati, dalle dolci e pacate rime di Lauryn Hill al neo-gangsta di Master P, nel periodo che va dal 1997 al 1998 i primi posti delle classifiche americane sono per lo più detenuti da dischi rap.

L’hip hop dilaga definitivamente nel mondo, creando delle scuole nazionali che ne rispettano la grammatica senza rinunciare a particolari inflessioni locali, anche italiane. Esso diventa spesso un mezzo per interventi educativi promossi anche dagli enti pubblici nei confronti dei ragazzi delle periferie, entra nelle università, interrogandosi sulle proprie radici e sulla propria natura. La “old school” ritorna quindi in voga, vecchi protagonisti tornano alla ribalta, vengono ristampati brani storici, rielaborati da dj e gruppi delle scene big beat e trip hop, conseguenza di tutto ciò è anche una nuova fioritura di dance ed aerosol art; la creatività dell’hip hop è ormai pressoché illimitata.

In questi decenni molti artisti hip hop sono diventati attori ed anche protagonisti di spot sociali contro la violenza e l’AIDS, molti sono stati in prigione per reati di diverso genere, c’è chi ha scritto libri e chi è morto negli scontri fra bande rivali, proprio per questo motivo i protagonisti dell’hip hop non godono dei medesimi privilegi delle altre star del mondo della letteratura e della cinematografia, il loro passato e la loro provenienza da realtà sociali lacerate pesa sulle loro teste, ma d’altronde rinnegare le loro origini, la loro storia e la loro formazione, vorrebbe dire tagliare la loro fonte primaria di ispirazione e distruggere definitivamente la loro credibilità.

fonte

Hip Hop: storia e cultura - Tutto America



martedì, marzo 27, 2012

madre natura.... LA LETTERA DEL CAPO INDIANO [Rivelazioni.com]

è madre NATURA che ci dà l'aria attraverso gli alberi...... le foglie.... rispettarla è importante..
ed sembrano discorsi futili da un floricoltore che immette veleni... per aver più soldi.. e tirare a campare ... ma in effetti non è così... oggi ho raccolto 280 strelizie... uno dei fiori più pregiati o lo era nel nostro ponente... oggi vi parlerò del mio lavoro... se così di può chiamare... perchè avvolte mi rendo conto.. che le piante son esseri umani ... soffrono... patiscono.. caldo e freddo.... madre natura è questa e lo imparato da contadino... da floricoltore... e nel suo piccolo tenta di non inquinare... ma poi pare dura... essi che se parlo è perchè ... ne vedo di cose.... di rumenta... di fiumi inquinati... e mi sento impotente... molto spesso.. perchè ... per guadagnare... devo avvelenare la terra.. ove voi bevete... ed allo stesso modo.. molti lo fanno... girando in macchina... o in motorino... essi che sembra troppo tardi... per salvare noi stessi e la natura.. essi che chiuso questo blog... magari dimenticherò tutto.. ed entro su fb... e via... spero nei miracoli... chi lo sa... o forse tenterò di avvelenare di meno il mio terreno con prodotti biologici.... imperia ... come il resto del mondo è natura... una natura che muore e con lei pure noi ecco cosa dicevano gli indiani pellerossa....

fonte


La lettera del capo indiano

Questa lettera è stata scritta dal Capo Indiano di Seattle nel 1854, in risposta all’offerta fattagli dal “capo bianco” a Washington di comprare la loro terra. Credo che sia lo scritto più bello e profondo mai scritto sull’ambiente ed è ancora valido oggi, 150 anni fa. Nel 2005 la Natura ci ha mandato ogni tipo di messaggio (lo tsunami, l’uragano Rita, l’uragano Latrina) per allarmarci, per metterci all’erta sugli effetti che l’uomo sta provocando. Quand’è che li ascolteremo?

“Come si può comprare o vendere il cielo? L’idea suona strana per noi.

Se non possediamo la freschezza dell’aria e l’effervescenza dell’acqua, come possiamo comprarle?

Ogni parte della terra è sacra, per la mia gente. Ogni splendente ago di pino, ogni spiaggia sabbiosa, la foschia nei boschi oscuri, ogni insetto che ronza è sacro nella memoria e nell’esperienza della mia gente. La linfa che scorre negli alberi porta le memorie dei pellerossa.

L’uomo bianco, dimentica il paese della sua nascita quando muore e va a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai la nostra bellissima terra, perchè è la madre dei pellerossa. Siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cervo, il cavallo, la grande aquila.. questi sono nostri fratelli. Le creste rocciose, l’erba nei prati, il calore del corpo del pony, e l’omo – tutti appartengono alla stessa famiglia.

Così, quando il Grande Capo di Washington dice che desidera comprare la nostra terra, sta chiedendo molto da noi. Il Grande Capo dà la sua parola che ci riserverà un posto in modo che potremo vivere comodamente tra di noi. Lui sarà il nostro padre e noi saremo i suoi figli. Noi considereremo la sua offerta di acquisto della nostra terra. Ma non sarà facile. Perchè questa terra per noi è sacra.

Questa acqua splendente si muove nei rivoli e nei torrenti che non sono semplicemente acqua, ma il sangue dei nostri antenati. Se vendiamo a voi la terra, dovrete ricordare che è sacra, e dovrete insegnare ai vostri figli che è sacra e che ogni riflesso nelle acque chiare dei laghi racconta di eventi e memorie nella vita della mia gente. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre.

I fiumi sono i nostri fratelli, essi placano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e sfamano i nostri figli. Se vendiamo a voi la nostra terra, dovrete ricordare, e insegnare ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri fratelli, e anche i vostri, e dovete quindi concedere loro la gentilezza che concedereste ad un fratello.

Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri modi. Una porzione di terra è la stessa di quella successiva, perchè egli è uno straniero che arriva durante la notte e prende dalla terra qualsiasi cosa egli abbia bisogno. La terra non è sua sorella ma il suo nemico, e quando l’ha conquistata, l’uomo bianco passa oltre. Egli lascia dietro di sè la tomba del proprio padre, e non gli interessa altro.

Egli rapisce la terra dai suoi figli. La tomba del padre e i diritti di nascita dei propri figli sono dimenticati. Tratta sua madre, la Terra e suo fratello, il Cielo, come oggetti che può comprare, saccheggiare, vendere come pecore o perle. Il suo appetito divorerà la terra e lascerà solo il deserto dietro di sè.

Io non lo so. I nostri modi sono differenti dai vostri. La vista delle vostre città fa male agli occhi del pellerossa. Ma forse il pellerossa è un selvaggio e non comprende.

Non c’è un posto calmo nella città dell’uomo bianco. Non c’è un posto per ascoltare le foglie crescere durante la primavera o per ascoltare il frusciare delle ali di un insetto. Ma forse è perchè io sono selvaggio e non comprendo. La confusione sembra soltanto un insulto per le orecchie. E cosa c’è di vivo se un uomo non riesce a sentire il canto solitario di una cicala o le discussioni delle rane attorno al loro stagno nella notte? Ma sono un pellerossa e non comprendo. L’indiano preferisce il suono debole del vento che si agita sulla superficie dello stagno e l’odore del vento stesso, pulito da una pioggia di metà giornata o profumato dall’essenza dei pini.

L’aria è preziosa per i pellerossa, perchè tutte le cose condividono lo stesso respiro – la bestia, l’albero, l’uomo, tutti loro condividono lo stesso respiro. L’uomo bianco non sembra notare l’aria che respira. Come un uomo morente da vari giorni, è intorpidito dalla puzza. Ma se vendiamo a voi la nostra terra, dovrete ricordare che l’aria è preziosa per noi, che l’aria condivide il suo spirito con tutta la vita che supporta. Il vento che diede a nostro nonno il suo primo respiro riceve anche il suo ultimo sospiro. E se vendiamo a voi la nostra terra, la dovrete tenere da conto e considerare sacra come il posto dove ogni uomo può gustare l’odore del vento addolcito dai fiori di prato.

Considereremo quindi la vostra offerta di comprare la nostra terra, e se decideremo di accettare, dobbiamo porvi una condizione. L’uomo bianco deve trattare le bestie di questa terra come suoi fratelli.

Sono un selvaggio e non comprendo nessun altro modo. Ho visto un migliaio di bufali putrefatti nella prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli ha sparato da un treno in corsa. Sono un selvaggio e non comprendo come il cavallo fumante d’acciaio possa essere più importante del bufalo che noi uccidiamo solo per sopravvivere. Cosa è l’uomo senza le bestie? Se tutte le bestie non ci fossero più, l’uomo morirebbe dalla grande solitudine del suo spirito. Perchè qualsiasi cosa succede ad una bestia, molto presto accade all’uomo. Tutte le cose sono connesse.

Voi dovete insegnare ai vostri figli che il suolo sotto i loro piedi è fatto dalla cenere dei nostri nonni. In modo che essi rispettino la terra. Dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite dei nostri amici e parenti. Insegnate ai vostri figli quello che abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra Madre. Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. Se l’uomo sputa in terra, sputa su se stesso.

Questo è ciò che conosciamo. La terra non sembra appartenere all’uomo. E’ l’uomo che appartiene alla terra. Questo è ciò che sappiamo. Tutte le cose sono connesse come il sangue che unisce una famiglia. Tutte le cose sono connesse.

Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. L’uomo non tesse la tela della vita. E’ sono un filo di essa. Qualsiasi cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui come fossero amici, non può esentarsi dal destino comune. Potremmo essere fratelli, dopo tutto. Dovremmo vedere. Una cosa sappiamo, che l’uomo bianco potrebbe un giorno scoprire che il nostro Dio è lo stesso Dio. Potreste pensare ora che tu possiedi Lui così come vuoi possedere la nostra terra. Ma non puoi. Egli è il Dio dell’uomo, e la Sua compassione è uguale per il pellerossa e per il bianco. Questa terra è preziosa anche per Lui. E danneggiare la terra vuol dire ammucchiare disprezzo per il suo Creatore. Anche i bianchi non ci saranno più, forse accadrà prima a loro che ad altre tribù. Contaminate i vostri letti e una notte soffocherete nei vostri rifiuti.

Ma nella vostra morte brillerete lucenti, infuocati dalla forza del Dio che vi ha portati su questa terra e per qualche scopo speciale via ha dato dominio sulla terra e sui pellerossa. Questo destino è un mistero per noi, perchè non comprendiamo… quando il bufalo selvaggio sarà massacrato, i cavalli selvaggi addomesticati, gli angoli segreti della foresta violati e la vista delle colline rovinata dai cavi parlanti, cosa resterà? Sarà la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

Ma siamo selvaggi.. e non comprendiamo."


e chi lo sa... che pure io impari molto da quella cultura.... così forte nel mio cuore... ho sempre gli occhi addosso... su di me .... su ogni gesto.. per amare la natura... ed avvelenare ... e da stupidi......... salvate il pianeta... salviamo il pianeta


nascondi i sassi..... oneglia porto maurizio imperia storia di oneglia personaggi ...

nascondi i sassi

nascondo i sassi......

avvolte ti ritrassi..........

invento un gioco................

insieme ...... tra le righe......

oneglia porto maurizio imperia storia di oneglia personaggi ...


tradisco il tradizionale .....

abbatto il normale..........

lunedì, marzo 26, 2012

avvolte ritornano e cambiano idea ....Imperia: trovato un cadavere nella zona di Sant'Agata ...

essi avvolte ritornano per cambiare idea... su questo blog.... da oggi sarà open.. parlerà di tutto... e di più... rispettando il suo glorioso passato di blog... volontario.... un esperienza che serve e forma....


la prima notizia e il Imperia: trovato un cadavere nella zona di Sant'Agata ... mi a stupito perchè successa nella mia zona sopra casa mia.... e forse... deve essere non notizia da seconda pagina... gli emarginati non devono sparire.... ne essere esclusi.... forse perchè siamo tutti uguali.. ed spesso ... pure io con indifferenza non li considerò molto.... quindi considerate il prosimo.... e importante pure ... per voi.... alla prossima...