martedì, marzo 27, 2012

madre natura.... LA LETTERA DEL CAPO INDIANO [Rivelazioni.com]

è madre NATURA che ci dà l'aria attraverso gli alberi...... le foglie.... rispettarla è importante..
ed sembrano discorsi futili da un floricoltore che immette veleni... per aver più soldi.. e tirare a campare ... ma in effetti non è così... oggi ho raccolto 280 strelizie... uno dei fiori più pregiati o lo era nel nostro ponente... oggi vi parlerò del mio lavoro... se così di può chiamare... perchè avvolte mi rendo conto.. che le piante son esseri umani ... soffrono... patiscono.. caldo e freddo.... madre natura è questa e lo imparato da contadino... da floricoltore... e nel suo piccolo tenta di non inquinare... ma poi pare dura... essi che se parlo è perchè ... ne vedo di cose.... di rumenta... di fiumi inquinati... e mi sento impotente... molto spesso.. perchè ... per guadagnare... devo avvelenare la terra.. ove voi bevete... ed allo stesso modo.. molti lo fanno... girando in macchina... o in motorino... essi che sembra troppo tardi... per salvare noi stessi e la natura.. essi che chiuso questo blog... magari dimenticherò tutto.. ed entro su fb... e via... spero nei miracoli... chi lo sa... o forse tenterò di avvelenare di meno il mio terreno con prodotti biologici.... imperia ... come il resto del mondo è natura... una natura che muore e con lei pure noi ecco cosa dicevano gli indiani pellerossa....

fonte


La lettera del capo indiano

Questa lettera è stata scritta dal Capo Indiano di Seattle nel 1854, in risposta all’offerta fattagli dal “capo bianco” a Washington di comprare la loro terra. Credo che sia lo scritto più bello e profondo mai scritto sull’ambiente ed è ancora valido oggi, 150 anni fa. Nel 2005 la Natura ci ha mandato ogni tipo di messaggio (lo tsunami, l’uragano Rita, l’uragano Latrina) per allarmarci, per metterci all’erta sugli effetti che l’uomo sta provocando. Quand’è che li ascolteremo?

“Come si può comprare o vendere il cielo? L’idea suona strana per noi.

Se non possediamo la freschezza dell’aria e l’effervescenza dell’acqua, come possiamo comprarle?

Ogni parte della terra è sacra, per la mia gente. Ogni splendente ago di pino, ogni spiaggia sabbiosa, la foschia nei boschi oscuri, ogni insetto che ronza è sacro nella memoria e nell’esperienza della mia gente. La linfa che scorre negli alberi porta le memorie dei pellerossa.

L’uomo bianco, dimentica il paese della sua nascita quando muore e va a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai la nostra bellissima terra, perchè è la madre dei pellerossa. Siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cervo, il cavallo, la grande aquila.. questi sono nostri fratelli. Le creste rocciose, l’erba nei prati, il calore del corpo del pony, e l’omo – tutti appartengono alla stessa famiglia.

Così, quando il Grande Capo di Washington dice che desidera comprare la nostra terra, sta chiedendo molto da noi. Il Grande Capo dà la sua parola che ci riserverà un posto in modo che potremo vivere comodamente tra di noi. Lui sarà il nostro padre e noi saremo i suoi figli. Noi considereremo la sua offerta di acquisto della nostra terra. Ma non sarà facile. Perchè questa terra per noi è sacra.

Questa acqua splendente si muove nei rivoli e nei torrenti che non sono semplicemente acqua, ma il sangue dei nostri antenati. Se vendiamo a voi la terra, dovrete ricordare che è sacra, e dovrete insegnare ai vostri figli che è sacra e che ogni riflesso nelle acque chiare dei laghi racconta di eventi e memorie nella vita della mia gente. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre.

I fiumi sono i nostri fratelli, essi placano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e sfamano i nostri figli. Se vendiamo a voi la nostra terra, dovrete ricordare, e insegnare ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri fratelli, e anche i vostri, e dovete quindi concedere loro la gentilezza che concedereste ad un fratello.

Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri modi. Una porzione di terra è la stessa di quella successiva, perchè egli è uno straniero che arriva durante la notte e prende dalla terra qualsiasi cosa egli abbia bisogno. La terra non è sua sorella ma il suo nemico, e quando l’ha conquistata, l’uomo bianco passa oltre. Egli lascia dietro di sè la tomba del proprio padre, e non gli interessa altro.

Egli rapisce la terra dai suoi figli. La tomba del padre e i diritti di nascita dei propri figli sono dimenticati. Tratta sua madre, la Terra e suo fratello, il Cielo, come oggetti che può comprare, saccheggiare, vendere come pecore o perle. Il suo appetito divorerà la terra e lascerà solo il deserto dietro di sè.

Io non lo so. I nostri modi sono differenti dai vostri. La vista delle vostre città fa male agli occhi del pellerossa. Ma forse il pellerossa è un selvaggio e non comprende.

Non c’è un posto calmo nella città dell’uomo bianco. Non c’è un posto per ascoltare le foglie crescere durante la primavera o per ascoltare il frusciare delle ali di un insetto. Ma forse è perchè io sono selvaggio e non comprendo. La confusione sembra soltanto un insulto per le orecchie. E cosa c’è di vivo se un uomo non riesce a sentire il canto solitario di una cicala o le discussioni delle rane attorno al loro stagno nella notte? Ma sono un pellerossa e non comprendo. L’indiano preferisce il suono debole del vento che si agita sulla superficie dello stagno e l’odore del vento stesso, pulito da una pioggia di metà giornata o profumato dall’essenza dei pini.

L’aria è preziosa per i pellerossa, perchè tutte le cose condividono lo stesso respiro – la bestia, l’albero, l’uomo, tutti loro condividono lo stesso respiro. L’uomo bianco non sembra notare l’aria che respira. Come un uomo morente da vari giorni, è intorpidito dalla puzza. Ma se vendiamo a voi la nostra terra, dovrete ricordare che l’aria è preziosa per noi, che l’aria condivide il suo spirito con tutta la vita che supporta. Il vento che diede a nostro nonno il suo primo respiro riceve anche il suo ultimo sospiro. E se vendiamo a voi la nostra terra, la dovrete tenere da conto e considerare sacra come il posto dove ogni uomo può gustare l’odore del vento addolcito dai fiori di prato.

Considereremo quindi la vostra offerta di comprare la nostra terra, e se decideremo di accettare, dobbiamo porvi una condizione. L’uomo bianco deve trattare le bestie di questa terra come suoi fratelli.

Sono un selvaggio e non comprendo nessun altro modo. Ho visto un migliaio di bufali putrefatti nella prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli ha sparato da un treno in corsa. Sono un selvaggio e non comprendo come il cavallo fumante d’acciaio possa essere più importante del bufalo che noi uccidiamo solo per sopravvivere. Cosa è l’uomo senza le bestie? Se tutte le bestie non ci fossero più, l’uomo morirebbe dalla grande solitudine del suo spirito. Perchè qualsiasi cosa succede ad una bestia, molto presto accade all’uomo. Tutte le cose sono connesse.

Voi dovete insegnare ai vostri figli che il suolo sotto i loro piedi è fatto dalla cenere dei nostri nonni. In modo che essi rispettino la terra. Dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite dei nostri amici e parenti. Insegnate ai vostri figli quello che abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra Madre. Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. Se l’uomo sputa in terra, sputa su se stesso.

Questo è ciò che conosciamo. La terra non sembra appartenere all’uomo. E’ l’uomo che appartiene alla terra. Questo è ciò che sappiamo. Tutte le cose sono connesse come il sangue che unisce una famiglia. Tutte le cose sono connesse.

Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. L’uomo non tesse la tela della vita. E’ sono un filo di essa. Qualsiasi cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui come fossero amici, non può esentarsi dal destino comune. Potremmo essere fratelli, dopo tutto. Dovremmo vedere. Una cosa sappiamo, che l’uomo bianco potrebbe un giorno scoprire che il nostro Dio è lo stesso Dio. Potreste pensare ora che tu possiedi Lui così come vuoi possedere la nostra terra. Ma non puoi. Egli è il Dio dell’uomo, e la Sua compassione è uguale per il pellerossa e per il bianco. Questa terra è preziosa anche per Lui. E danneggiare la terra vuol dire ammucchiare disprezzo per il suo Creatore. Anche i bianchi non ci saranno più, forse accadrà prima a loro che ad altre tribù. Contaminate i vostri letti e una notte soffocherete nei vostri rifiuti.

Ma nella vostra morte brillerete lucenti, infuocati dalla forza del Dio che vi ha portati su questa terra e per qualche scopo speciale via ha dato dominio sulla terra e sui pellerossa. Questo destino è un mistero per noi, perchè non comprendiamo… quando il bufalo selvaggio sarà massacrato, i cavalli selvaggi addomesticati, gli angoli segreti della foresta violati e la vista delle colline rovinata dai cavi parlanti, cosa resterà? Sarà la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

Ma siamo selvaggi.. e non comprendiamo."


e chi lo sa... che pure io impari molto da quella cultura.... così forte nel mio cuore... ho sempre gli occhi addosso... su di me .... su ogni gesto.. per amare la natura... ed avvelenare ... e da stupidi......... salvate il pianeta... salviamo il pianeta


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