Il tratto è netto, essenziale: semplice pennino nero (o rosso) su sfondo bianco. Eppure in poche tavole c’è proprio tutto, pure le sfumature: i volti, le voci, il caldo, i pomeriggi infiniti di luglio e soprattutto le ragioni di una protesta che pare sparita dall’agenda dei media internazionali, ma «resiste» per affermare i diritti di 60 milioni di profughi nel mondo. A due mesi dalle prime cariche sul Ponte San Ludovico, sulla «frontiera che non esiste» tra Italia e Francia dove i migranti sono stati respinti a centinaia, la rivolta degli scogli di Ventimiglia è diventata una graphic novel. Un fumetto con la forza di un reportage, scritto, pensato, disegnato da un illustratore genovese indipendente, Emanuele Giacopetti, che racconta forse meglio di qualsiasi altra cosa questo angolino di Europa (e di Liguria) diventato il simbolo delle lotte dei migranti d’oggi.
FONTE
E SE AMARE IMPERIA E NON SOLO..
DAJE VENTIMIGLIA DAJEEEE



CHE SI DEVE DIRE... SE NON

AMARE IMPERIA E ANCHE .. ODIARE LA MAFIA A ROMA

LA MIA ONESTA  e messa in dubbio da chi pensa che pulire voglia dire risultare..

bhe sporcare è meglio..

guardare è meglio..

non giudico..

dico che è meglio dare da magna per tutti

e bon