giovedì, novembre 09, 2017

ventimiglia migranti sotto i ponti../Ventimiglia, la Caritas denuncia: “Donne a rischio tratta”/Migranti: l'odissea di Moses, scappato per aver denunciato


ventimiglia migranti sotto i ponti..

"e dopo le minaccie al sindaco.. che un poco oscurano la situazione dei migranti... che dormono al freddo sotto i ponti... sotto il ponte di roverino... 
che vogliono migrare... e non vogliono rimanere in italia... 


personalmente .. condanno chi fà intimazioni.. e minaccia... e mi unisco alla solidarietà al sindaco... ma allo stesso sindaco chiedo.. lei dorme sotto i ponti di roverino? LEI A MAI  parlato con i migranti.. di roverino e del campo roya? 


a mai parlato coi volontari di eufemia.. e mai andato più volte al bar hobbit... signor sindaco spero lo faccia e aiuti i migranti a migrare..."


Secondo i numeri della Caritas, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, sono triplicate le presenze di migranti che ogni giorno si rivolgono ai volontari per un pasto e una coperta calda.
Sono 260 le colazioni preparate oggi. La maggior parte di queste persone vive nel fiume, nonostante il freddo e gli evidenti rischi connessi alla pioggia e alle allerte meteo.
“Non si fidano. Noi facciamo di tutto, ma non vogliono spostarsi al centro d’accoglienza a Parco Roja,” spiega Christian Papinidella Caritas.
Un problema che ha conseguenze pesanti, soprattutto da quando il centro allestito alla chiesa di Sant’Antonio alle Gianchette è chiuso. Nei locali della diocesi, Don Rito dava accoglienza a donne e bambini. Questi, non volendo andare alcampo Roja gestito dalla Croce Rossa e non avendo altri luoghi dove rifugiarsi rimangono per strada rischiando di diventare vittime di tratta.
“Da noi arrivano solo uomini a chiedere aiuto. È molto strano che non arrivino donne. Non abbiamo le prove, ma in strada o sul fiume si vedono ragazze e poi non si sa che fine facciano,” denuncia Papini.


fonte



Ventimiglia, la Caritas denuncia: "Donne a rischio tratta" - Riviera Time



" la tratta sulle donne è pericolosa e va fermata... perchè non si usano le donne mai... mai mai...."



buona visione.... i migranti son persone normali come voi



“Una volta arrivati al CARA di Mineo ci hanno messo tutti insieme in una stanza enorme, costringendoci a dormire in due su un materasso buttato per terra. Anche mangiare era una lotta, se al momento dei pasti non correvi subito, non trovavi più nulla”. Così Moses Stevens, operatore umanitario in Sierra Leone, costretto a scappare, in seguito alle minacce subite per aver denunciato l’orrore delle mutilazioni genitali femminili nel suo paese. Il lunghissimo viaggio attraverso Guinea, Burkina Faso, Mali, Niger lo ha portato in Libia, dove è rimasto intrappolato per quattro mesi senza un motivo. Una volta sbarcato in Italia ha sperimentato tutti e tre i modelli del nostro sistema di accoglienza: il CARA di Mineo (Centro di accoglienza per richiedenti asilo); un CAS in Toscana (Centro di accoglienza straordinaria); e infine uno SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) a Pergine Valdarno (in Provincia di Arezzo), nell’ambito di un progetto di Oxfam Italia.

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Migranti: l'odissea di Moses, scappato per aver denunciato



" gente che scappa...  gente che fugge... accogliamoli... non evitiamoli"












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