mercoledì, novembre 15, 2017

ventimiglia e silenzi.... /Libia, Giudetti (Sea Watch): "Ho visto le violenze sui migranti in mare e non posso tacere"/ Ventimiglia, dove i confini si moltiplicano. Intervista a Alessandra Governa, area legale Eufemia Info Point/Sanremo, 32enne condannato a 5 anni di carcere per aver trasportato clandestini in Francia/





e la talpa e l'orologio di imperia  il 4 settembre 2017


e forza il 1 dicembre tutti con rossella dominici.  forza forza... tutti tutti per inf.. talpa e orologio che molti processi a carico ... basta silenzio ... basta silenzio ventimiglia e silenzi 



TORTURE .. IN LIBIA 


ventimiglia e silenzi....


"quei silenzi... di cui non si deve più parlare... quel vento di cui il silenzio ne padrone.... e si dicono no sgomberi... no deportazioni.... in questi giorni leggo.. ma forse... si deve aiutare... il bar hobbit... ed eufemia... info point...   

quei silenzi su come vivono i migranti eufemia sa chiedete a loro il bar hobbit sa ... andate da delia... poi lo schiavismo in libia 100... 1000 compra ... comprare.... nel silenzio.. 



e mentre il silenzio avvolge i miopi che non vogliono vedere .. o chi dice che i migranti... son trattati meglio dei terromotati... e mentre il silenzio... parla sempre .. nel silenzio i migranti del roya non vivono di silenzio... vivono del nascondersi... per non finire in un centro identificativo... o in alberghi.. ove debbono restare li.. senza migrare..."


Alessandra, qual è stato il lavoro in questi mesi dell’info point legale e quante persone migranti hanno usufruito dello sportello?
Eufemia, dopo un paio di settimane di lavoro organizzativo, ha “ufficialmente” aperto i primi giorni di agosto. Fin da subito ci siamo rese conto (eh sì perché Eufemia è stata ed è in gran parte al femminile) che serviva creatività e flessibilità rispetto al progetto iniziale (presenza di avvocati e operatori legali a rotazione due giorni a settimana) per intercettare e soddisfare i bisogni che emergevano. 
Se nel periodo estivo abbiamo funzionato (apertura giornaliera pomeridiana dalle 14.00 alle 19.00) soprattutto su appuntamento grazie al lavoro di tanti volontari che muovendosi per i luoghi chiave della città (il greto del fiume, la strada dalla frontiera verso la città, la spiaggia, i parcheggi antistanti la chiesa di Sant’Antonio più conosciuta come Le Gianchette) informavano le persone della nostra esistenza, dalla seconda metà di settembre - complice la fine del periodo estivo e quindi una diminuzione drastica di presenze in loco - l’apertura è di due/tre pomeriggi a settimana e le persone che si rivolgono a noi lo fanno o per passaparola o, soprattutto, perché accedono agli altri servizi offerti dallo spazio (ricarica cellulari, distribuzione di vestiti, utilizzo di pc con connessione). Gli operatori, tutti volontari, presenti a Ventimiglia sono supportati da un nutrito gruppo di avvocati o di altri operatori legali: la difficoltà di avere qualcuno a sportello è stata superata con la tecnologia e con la costruzione di una rete di relazioni che permette la presa in carico, la consulenza, la vicinanza anche da parte di chi non può agevolmente spostarsi in Riviera.
Dall’apertura sono più di 100 le persone che si sono rivolte allo sportello e di cui sono state raccolte storie e problematiche e a cui abbiamo fornito un orientamento e un supporto il più possibile oggettivo e congruente con quanto ci veniva richiesto (in Eufemia si sperimenta l’eterna lotta tra quello che pensi sia meglio tu e quello che vuole fare la persona che hai davanti, tra quello che puoi e quello che vuoi, tra quello che vorresti e quello che sai che proprio non avverrà) e altre 50 quelle a cui, magari in modo più informale, abbiamo fornito un qualche supporto o orientamento.
La totalità delle persone che si sono rivolte a noi sono uomini, alcuni minori, la maggioranza provenienti dal Sudan anche se nell’ultimo mese la composizione geografica si è fatta decisamente più variegata. Raramente abbiamo incontrato una persona più di una volta; anche questo dato però sta diventando via via più incerto. 
Sicuramente siamo in presenza di una popolazione migrante che transita da Ventimiglia e che ha in testa o nel cuore un’altra meta, al di là del/dei confini: Francia, Germania, UK, a volte Norvegia o Danimarca.
L’orientamento prevalente a noi richiesto in questo caso è sul Trattato di Dublino e le conseguenze delle sue regole. Cosa vuol dire che mi hanno preso le impronte? Perché mi hanno fotografato? Perché non posso chiedere asilo in Francia? Ho vent’anni e mio fratello vive in UK, posso raggiungerlo? 
Un’informativa di base a persone che non vogliono stare in Italia e che spesso raccontano di non sentirsi nemmeno voluti qui. Persone che vivono la contraddizione di Dublino sulla propria pelle: l’obbligo di permanere in un paese che sempre meno nasconde l’insofferenza, per essere teneri con il clima che si respira, per la loro presenza.



fonte


Ventimiglia, dove i confini si moltiplicano. Intervista a Alessandra ...



buona visione del video 

del 

Pubblicato il 15 nov 2017






"chiedete miopi a eufemia... chiedete al bar hobbit ... quanti migranti entrano in quel bar.... che magari arrivano dalla libia o dal inferno del sahara.... o peggio dalle guerre... o magari da feroci dittature... penso che chiedere a eufemia o al bar hobbit.... sia importante... penso che i migranti che son nella stazione.. meritino di essere ascoltati "

Un 32enne tunisino, domiciliato a Sanremo, è stato condannato a 5 anni di carcere in tribunale a Nizza per aver fatto passare dall’Italia alla Francia dozzine di immigrati clandestini. E’ una delle pena più pesanti inflitte dal tribunale francese per questo tipo di reato. Secondo le indagini della Polizia di Frontiera, che indagavano su questo caso dall’aprile 2016, i migranti dovevano versare 150 euro a testa per essere trasportati da Ventimiglia a Nizza. Il tunisino residente a Sanremo è anche stato condannato a pagare 9 mila euro di multa, somma in contanti che è stata trovata in suo possesso durante una perquisizione.










" 150 euro a migrante e mi si dice che vivono bene?  PURE QUESTO è SFRUTTAMENTO... e va fermato... a tutti i costi...."






e risse da treviso.....

Moria, sull'isola greca di Lesbo, può accogliere 2300 persone, ma sono 5500 i rifugiati e i migranti ospitati nel campo.

Point of view

"Qui, non c'è niente: nessun spazio, nessun aiuto, nessun vestito"
 Farooq Cheema rifugiato
Un'emergenza complicata da una ripresa degli sbarchi negli primi dieci giorni di questo mese e che rende le condizioni di vita insostenibili.
Farooq ha 20 anni e viene dal Pakistan. Vive a Moria da quasi 1 anno e mezzo: "Ci sono troppe persone. Devono lasciare Lesbo, non vogliono questa vita. Per i rifugiati, qui, non c'è niente: nessun spazio, nessun aiuto, nessun vestito. Ogni notte, scoppiano degli incidenti nel campo. La polizia viene e osserva senza intervenire".
Alle spalle del campo profughi c'è "una bomba sanitaria" pronta ad esplodere. I bambini giocano in questa discarica dove nessuno si occupa della pulizia.
In un minore su 3 è stato riscontrato l'uso di droghe, ma anche comportamenti autolesionisti e inclinazioni al suicidio. 
fonte

Migranti: il campo di Lesbo al collasso



" e migranti son stipati.... e i migranti... scappano e rischiano......  da lesbo da gorizia.... ignorata dai media 
e i migranti son coraggiosi... e rischiano.. ma in libia vengono torturati... come in altri campi.. e scappano da ventimiglia.. dal brennero.... vivono nelle stazioni di milano... di genova di roma..."




NON SI DEVE TACERE SULLA LIBIA

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