martedì, ottobre 24, 2017

ventimiglia: il racconto di sabato.. 21 ottobre.../Ong tunisina denuncia rimpatri forzati ma in provincia di Imperia sono loro i protagonisti in negativo delle cronache/Migranti: “In Libia i peggiori nemici dell’Italia sono UK e Francia”/ testimonianze di migranti in video

ventimiglia: il racconto di sabato.. 21 ottobre..

"bhe raccontavi di sabato .. come scritto nel blog precedente.. e assai facile...



qui ero vicino alle giachette... vicino al cimitero... e devo dire che visto da lontano la cecità è tanta.. l'indifferenza è tanta... anche il vedere quanti migranti ci son la... 




qui ero a ventimiglia alta... a visitare con fretta la zona... a pensare ai migranti... a pensare alla condivisione... possibile...



qui sempre il roya ... e sempre migranti.... ma il cambio tra sudanesi e tunisini lo visto... come ho visto... il distributore del acqua dalla chiesa...

cmq date cibo al bar hobbit che sabato 27 farà un aperitivo.... autate...





Alcune foto del pienissimo magazzino di 

Eufemia!
 
Ringraziamo di cuore tutte e tutti coloro che si 


sono dati da fare per organizzare raccolte di 

vestiti, scarpe, sacchi a pelo e beni di prima 

necessità. Tutto ciò che vedete sarà distribuito

 ai ragazzi ancora intrappolati al confine italo-

francese.

fonte


Progetto20k





aiutate eufemia... aiutate i migranti del roya
e fermate i passeur... e chi traffica coi migranti

raccontare di sabato... il vedere gli occhi dei migranti... il parlottare sotto i ponti.. la disperazione dei migranti... fà riflettere... e deve far riflettere... i miopi... sopratutto... loro...




Ventimiglia. E’ l’Ong Forum tunisino per i 

diritti economico e sociali (Ftdes) a 

denunciare in un comunicato  “le operazioni 

di rimpatrio forzato collettivo non 

giustificate, 

contrarie ai diritti umani” e ricordato che “il 

diritto di circolazione è garantito dalle 

Convenzioni internazionali nei confronti di 

tutti”.


fonte


Ong tunisina denuncia rimpatri forzati ma in provincia di Imperia ...



" rimpatri su rimpatri.... non è la strada giusta.... non è la strada giusta"






SIAMO QUI - Storie di immigrazione e lavoro - Mamadou - Asti




da ascoltare e  vedere  riflettere.... la fatica ..... dei migranti


Francia e Regno Unito sarebbero al lavoro contro l’acquisizione di una posizione di primo piano per l’Italia in Libia: è quanto ha sostenuto l’esperto di immigrazione Gianandrea Gaiani, direttore di Analisidifesa.it e volto noto dei dibattiti televisivi, in un’intervista rilasciata al gruppo di studio olandese Gefira.
Secondo Gaiani questi due Paesi, sulla carta alleati dell’Italia “sono i nostri peggiori nemici in Libia”, un fatto già dimostrato con la rimozione del raìs Gheddafi nel 2011 e con il quale il governo di Roma aveva un rapporto privilegiato. È un elemento chiave per comprendere anche il fenomeno migratorio, che, per quanto in calo, è ancora lontano dall’essere risolto.

fonte


da leggere ed aiutare i migranti... perchè è importante... "il tema del integrazione... deve essere un progesso per una sana e vera integrazione " tratto dal video  

SIAMO QUI - Storie di immigrazione e lavoro - Mamadou - Asti



siate umani ... ed aiutate il BAR HOBBIT A VENTIMIGLIA E Eufemia! SIATE UMANI





BUONA VISIONE....  video di 

oggi 24 ottobre 2017



Ricercatore universitariocondannato a morte - Amnesty International ...





Ahmadreza Djalali è un ricercatore iraniano di 45 anni, esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara. Djalali è stato arrestato dai servizi segreti mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz. Sabato 21 ottobre è stato condannato a morte.
Djalali è accusato di “spionaggio” e per questo condannato a morte. Si è visto ricusare per due volte un avvocato di sua scelta.
Lo scorso dicembre, le autorità iraniane hanno fatto forti pressioni su Djalali affinché firmasse una dichiarazione in cui “confessava” di essere una spia per conto di un “governo ostile”. Quando ha rifiutato, è stato minacciato di essere accusato di reati più gravi.
Per protesta, Djalali aveva iniziato uno sciopero della fame il 24 febbraio. Tuttavia, a causa dell’ulteriore peggioramento della sua salute che ne aveva causato il ricovero, Djalali ha deciso di interrompere lo sciopero della fame il 6 aprile.

"firmate su amnesty" 


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