martedì, novembre 01, 2011

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L'UNIONE SARDA - Cronache : «Anche la Santa Sede subito mobilitata per aiutare Rossella»
25.10.2011
L'arcivescovo Sanna dai genitori
SAMUGHEO Una passione senza confini. Per Rossella aiutare le popolazioni africane è sempre stata una scelta di vita. «Per lei non è mai stato un lavoro, ma una vera missione». Alle parole della madre Marisa si unisce l'appello disperato della figlioccia di Rossella, Francesca Loi: «Liberatela al più presto». E una speranza in più arriva con l'impegno della Santa Sede. Sono ore interminabili quelle che si vivono a Samugheo: da due giorni non si hanno più notizie di Rossella Urru, la volontaria di 29 anni, rapita in Algeria insieme a due colleghi spagnoli. Questa sera, alle 21, è in programma una fiaccolata. L'ANGOSCIA Un'attesa snervante nella casa di via Brigata Sassari, dove papà Graziano e la moglie aspettano novità sulla sorte della figlia. Momenti di apprensione e incertezza. «Non sanno nemmeno di chi devono avere paura o cosa pensare, è una situazione davvero pesante» sostiene l'arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna che ieri sera si è precipitato nella capitale dell'artigianato tessile per stare vicino ai familiari. Poche parole da parte dei genitori, sono troppo scossi per quella figlia che ha fatto una scelta tanto generosa quanto pericolosa. «Spesso percorreva anche otto ore in macchina, sotto scorta, per andare a portare medicinali e cibo ai profughi. Ma era felice» ha confidato la mamma. LA SCELTA «Perché non ti fai una vita come tutte le altre ragazze della tua età» le ripeteva spesso, ma Rossella non ha mai cambiato idea. «Un mal d'Africa e una incredibile voglia di aiutare il prossimo» va avanti l'arcivescovo assicurando che anche la Santa Sede si sta interessando. Esiste infatti la possibilità di attivare anche la nunziatura apostolica e i missionari cattolici in Algeria. Si cerca di fare il possibile per arrivare in tempi brevi a vedere Rossella libera. La figlioccia Francesca Loi, tra le lacrime, lancia un appello: «Liberatela e non fatele del male. Per me è come una sorella». IL PAESE Samugheo si è chiuso a riccio. Amici e conoscenti vogliono rispettare la volontà della famiglia Urru che chiede massima discrezione e silenzio (come ha suggerito anche la Farnesina). «Siamo frastornati da questa vicenda che ci ha trovolto - osserva Giuseppe Deias, un vicino di casa - Abbiamo visto Rossella crescere, è stata alunna di mia moglie e tutti abbiamo un ottimo ricordo di lei». Anche i dipendenti del Comune sono andati a dare conforto ai genitori, il padre è comandante dei vigili urbani e la madre lavora all'ufficio tecnico. «Qui ci conosciamo tutti, siamo molto preoccupati, speriamo che si risolva in fretta». Il parroco don Alessandro Floris anche ieri era a casa Urru: «La comunità sta partecipando a questa difficile prova». LE REAZIONI Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, segue personalmente l'evolversi della situazione. «Siamo in attesa di aggiornamenti, con la speranza di avere novità positive». Solidarietà dall'assessore regionale all'Agricoltura Oscar Cherchi: «Da oristanese mi sento ancora più vicino alla famiglia Urru. Aspettiamo con ansia gli sviluppi». Il consiglio provinciale di Cagliari ha approvato all'unanimità un documento di solidarietà alla famiglia di Rossella Urru. Un appello arriva anche dai coordinatori regionale e provinciale Sel, Michele Piras e Francesco Agus: «Ci deve essere una mobilitazione di tutte le associazioni affinchè Rossella e gli altri ragazzi non siano lasciati da soli». E parole di conforto anche dalla Regione Emilia Romagna. Valerio Pinna

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